Ciao Carlo, ho letto il tuo post. Io ho la mia età (67). Devo dire che a volte il suonare, sforzandomi sulle note alte, a lungo (specie per ottenerle, quando non ero molto allenato, o ero in un periodo in cui stavo suonando in una maniera discontinua), mi ha dava come l'impressione di sentire/percepire un aumento di pressione a livello intraoculare. Le prime volte non ci avevo prestato tanta attenzione, in seguito al ripetersi di questa sensazione, mi sono un attimo fermato e ho iniziato a cercare di suonare in maniera più rilassata, ovviamente con un risultato consequenziale di un suonare ad un volume più moderato rispetto al desiderato...
Da lì in poi ho cercato di seguire il metodo di Vizzutti : no pressure...
Esperienza diretta a livello di glaucoma personalmente non ne ho avuta, però ne sono a conoscenza a livello indiretto per quanto vissuto da una persona ame cara e a me vicina .
Questa persona, un mio caro amico trombonista, ne è stato affetto e ne ha ha sofferto, ed anche in questo caso i medici gli avevano raccomandato di stare attento a non sforzarsi troppo nel suonare. Anche lui si era operato cataratta (in periodi differenti ad entrambi gli occhi).
La passione per il suonare, per il suo strumento, nel preparare e per eseguire i concerti (musicista professionista, anche lui di età adulta) hanno giocato il loro ruolo in tutta questa vicenda e, morale della favola, (senza a girarci troppo intorno), dopo 6-7 anni, di questa attività continuata,( dopo le raccomandazioni dei medici), purtroppo, ha condotto e prodotto, successivamente, un forte degrado della vista ad entrambi gli occhi , (marcatamente su uno dei due) con forti conseguenze successivamente, che si sono riversate anche nell'affrontare la vita quotidiana (...e di tutto ciò ne era rimasto abbastanza rammaricato).
Io l'ho conosciuto quando stava bene e suonava,... ho visto un uomo felice nel vivere la sua passione, la sua vita come la desiderava .. ...ma ..., onestamente,... devo dire, che ho anche visto il suo tangibile rammarico,... successivo, nel vissuto quotidiano...
La mia considerazione, a fronte di tutto ciò, avendo vissuto la mia vita interamente in ambito ospedaliero, è questa : di consigliare, fortemente la prudenza... perchè spesso, le conseguenze, quando non le si sono ancora vissute, possono non essere percepite adeguatamente...con un brutto risveglio quando ci si trovi poi, a doverle affrontare ...nel successivo vissuto quotidiano.
E' una cosa un po' triste da dire, ma credo che sia la cosa più onesta e saggia da suggerire e sulla quale soffermarsi a riflettere...