Author Topic: Suonare gratis  (Read 3603 times)

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Offline palmerone

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Re:Suonare gratis
« Reply #15 on: December 02, 2015, 03:03:16 PM »
Io sono uno che con la musica arrotonda lo stipendio. Sono diplomato non faccio purtroppo il musicista di professione. Io la penso un pò come Norman nel senso che se si deve suonare in contesto in cui tutti ricevono denaro, allora è giusto essere pagati.. altrimenti se si suona per beneficenza e i soldi di tutti vanno in quella direzione, allora neanche io chiedo niente.
Questo non c'entra niente però con il discorso della professioanlità.. infatti se non sono capace a suonare la volta successiva nessuno mi chiama e non vado a suonare più in nessun locale perchè vengo identificato da tutti come uno zappatore! Non tolgo pane in bocca a chi suonando si guadagna da vivere.. almeno che questi non sia uno zappatore peggio di me!
Infine io penso che come linea di pensiero sia giusto farsi pagare (tranne i casi di beneficenza o cose simili dette sopra) perchè chi sa suonare per imparare a suonare ha speso tanti soldi tra corsi, master, viaggi al conservatorio, strumentazione ecc.. perchè per apprezzare la bravura di costui sarebbe giusto non dargli una lira?
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Offline fabiodb

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Re:Suonare gratis
« Reply #16 on: December 02, 2015, 03:15:00 PM »
la Musica è Arte e per me l'equazione è semplice, se rispetto la musica prima come forma d'arte e poi anche come guadagno avrò, dalla Musica,  gratificazione e possibilità di evolvere, e non solo in quell'ambito ma anche come persona, se invece  mettessi prima di tutto il fatto che fare Musica sia prima lavoro e poi tutto il resto, vivrei giornate di noia come accade a molti lavoratori di uffici, fabbriche, e come accade a me che sono un semplice appassionato.
dopo ciò considero la domanda posta all'inizio da una prospettiva diversa, quella che mi spinge a pensare che le persone sono mosse il più delle volte dalla incapacità di capire o ascoltare realmente chi abbiamo di fronte e di conseguenza comportarci in modo uniforme con tutti, e per me è sbagliato. il merito, a prescindere da un pezzo di carta, non è più  contemplato.  capire la variegata umanità  è un "lavoro" che impegna e che la maggior parte di noi non ha voglia di fare.

certo che telefonare il giorno prima e chiedere di più è da stro..i   nondaccord  ......chiama almeno due giorni prima  irrid

Offline Carlo

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Re:Suonare gratis
« Reply #17 on: December 03, 2015, 11:35:44 AM »
Qualita',professionalita',preparazione,talento devono essere adeguatamente pagati..non scherziamo..
Un parallelo lo possiamo fare col mondo dello sport.
Puoi chiedere a un ragazzo di giocare aggratis col Magnavacca (terza categoria, Porto Garibaldi) non puoi farlo nell'Inter.
Puoi chiedere a un ragazzo di suonare gratis nella banda di Scortichino (Fe), non puoi farlo nell'orchestra stabile del comunale di Bologna.

In realtà nel mondo del lavoro spesso è esattamente l'incontrario.
Se fai il designer, quando lavori per una piccola ditta semi sconosciuta, pretendi di essere ben pagato perchè il tuo contributo è fondamentale, e non impari niente.
Se lavori per Armani lo fai anche gratis, perchè il tuo contributo è marginale, un altro come te lo troverebbero subito, impari un sacco di cose, e fa molto curriculum averci lavorato.
Lo stesso per molte altre attività. Infatti le ditte o gli studi prestigiosi sono pieni di giovani che lavorano gratis (spesso anche stranieri).

Per la musica potrebbe essere lo stesso. Suoni in un postaccio, il tuo contributo è essenziale, non sei gratificato, e ti fai pagare.
Per suonare nell'orchestra della Scala, chissà quanti (anche bravi) pagherebbero per farlo.

Ovviamente, se invece di un "postaccio" suoni per fare un favore a qualcuno (tipo banda del tuo paese, o locale di un tuo amico) allora ricevi delle gratificazioni di altro tipo (umane) e ci sta farlo gratis.

Offline Giovanni Abbiati

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Re:Suonare gratis
« Reply #18 on: October 09, 2017, 09:47:10 AM »
Scusate se rispolvero questo vecchio topic, ma vorrei dire la mia.

Bisognerebbe istituire gli albi dei musicisti come avviene per le altre professioni e suddividere i professionisti in diverse categorie in base al livello (curriculum, competenze certificate, esperienza...), serie A, B, C, D. Ad ogni categoria si dovrebbe abbinare un minimo salariale sotto al quale ciascun musicista non dovrebbe scendere.

In questo modo si eviterebbero contrasti tra musicisti di differente levatura ed i committenti sborserebbero in proporzione al livello che desiderano.

Personalmente, quando mi arriva una proposta di lavoro adotto 2 criteri:
1) ne deve valere la pena dal punto di vista artistico (lavoro stimolante musicalmente, con ottimi colleghi, magari pagati poco, ma che ti arricchisce dentro);
2) ne deve valere la pena dal punto di vista economico (capitano a volte lavori ben pagati in un contesto culturalmente poco appagante).
Se nessuno dei 2 aspetti viene ad essere esaudito mollo, se c’è n’è almeno uno lo prendo, se ci sono entrambi tanto meglio.
"Non dobbiamo far vedere quanto siamo bravi, ma far sentire quanto è bella la musica!"

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Quando hai di fronte a te un musicista in difficoltà, gli devi volere ancora più bene" (Leonard Bernstein)

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Offline Carlo

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Re:Suonare gratis
« Reply #19 on: October 09, 2017, 10:53:50 AM »
Mi sembra che ti sfugga che suonare (in inglese play) non è solo e sempre un lavoro. E' di per sè un piacere che non sempre deve richiedere un compenso.
Per molti musicisti suonare non è l'attvità principale.

Offline Norman

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Re:Suonare gratis
« Reply #20 on: October 09, 2017, 12:14:40 PM »
Mi sembra che ti sfugga che suonare (in inglese play) non è solo e sempre un lavoro. E' di per sè un piacere che non sempre deve richiedere un compenso.
Per molti musicisti suonare non è l'attvità principale.

Non sono d'accordo, sono due piani diversi. Il piacere è un fatto personale sul quale non si dovrebbe sindacare. L'aspetto professionale invece è oggettivo: se suono in una situazione in cui qualcuno guadagna dei soldi (perché sono in un locale che guadagna sul bar, o c'è gente che paga il biglietto per assistere, ecc), allora sto lavorando. Se suono alla processione o faccio il silenzio il 25 aprile, o suono alla festa della scuola non sto lavorando.

Chi lavora DEVE essere pagato. Il musicista che suona in una situazione professionale senza essere retribuito sta, di fatto, regalando qualcosa a qualcun altro che su questo regalo lucra, e con ogni probabilità sta anche danneggiando la professionalità altrui.

Immagina che succederebbe se ci fosse in giro gente disposta a fare il muratore gratis, per diletto... Chi vive facendo il muratore non sarebbe molto contento...

Bisogna avere rispetto per le professioni, non si capisce perché quella del musicista è considerata una professione di serie B.

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Offline gigispermaloso

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Re:Suonare gratis
« Reply #21 on: October 09, 2017, 12:36:54 PM »
Bisogna avere rispetto per le professioni, non si capisce perché quella del musicista è considerata una professione di serie B.


Bisogna fare attenzione a non generalizzare però...
Il musicista non è quella persona che suona live e basta...lo sappiamo tutti, anche solo per sentito dire, che suonare e basta è molto difficile, a meno che tu non sia su livelli molti alti...bisogna anche insegnare, magari comporre, dirigere qualche gruppo/orchestra/banda, ecc...per integrare il "dinero" che si riceve suonando e basta.
L'essere pagati o non pagati è causa anche del fatto che la musica, oltre che un lavoro, è un hobby, come il calcio.
Solo che è più facile trovare dei suonatori di alto livello tra gli hobbisti piuttosto che calciatori di Classe A fra gli amatori...
E chi lo fa per hobby, aihmè, non necessariamente richiede o ha bisogno di essere pagato, ma non per questo gli si deve negare di esibirsi...
Tromba? Si, grazie

For those who like this kind of music, this kind of music they will like...

Offline Norman

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« Reply #22 on: October 09, 2017, 01:33:58 PM »
Chi lo fa per hobby ha abbondanza di situazioni dove esibirsi senza pestare i piedi ai professionisti: feste private, eventi di beneficenza e via dicendo. Una volta le feste di paese, finanziate dagli enti locali, erano un’ottima occasione di lavoro per i musicisti. Col tempo hanno capito l’antifona anche loro, e sempre più spesso anche da organizzatori istituzionali partono proposte di suonare a pressi stracciati, se non addirittura gratis... Questo perché hanno capito che è pieno di gente che, pur in buona fede, è disposta a lavorare per un tozzo di pane o addirittura per niente. Già la situazione per i musicisti non è rosea, se devono anche subire la concorrenza degli amatori diventa insostenibile.

E guarda che questo atteggiamento fa anche il paio con la scarsa educazione del pubblico, che per un concerto fa fatica a pagare anche solo la maggiorazione sulle consumazioni...

Tutto questo è solo dannoso per la musica.
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Offline eugeniovi

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Re:Suonare gratis
« Reply #23 on: October 09, 2017, 01:45:56 PM »
Il  punto è chi certifica cosa e chi. Ricordo che a Charlie Parker era stato ritirato il 'patentino' per suonare a New York, per cui vuol dire che qualcuno aveva regolamentto la cosa decidendo chi potesse suonare e chi no. Ciao a tutti

Offline Norman

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Re:Suonare gratis
« Reply #24 on: October 09, 2017, 03:03:32 PM »
Il  punto è chi certifica cosa e chi. Ricordo che a Charlie Parker era stato ritirato il 'patentino' per suonare a New York, per cui vuol dire che qualcuno aveva regolamentto la cosa decidendo chi potesse suonare e chi no. Ciao a tutti

Si, nella New York degli anni 40/50 esisteva un sindacato dei musicisti, e per suonare bisognava obbligatoriamente essere iscritti ed avere il permesso delle autorità cittadine. Non so come sia oggi, onestamente.

Onestamente non so quale possa essere una soluzione adeguata per la situazione italiana, ci vorrebbe una qualche forma di regolamentazione, quantomeno delle situazioni più istituzionali (per esempio quando si tratta di eventi organizzati o patrocinati da un ente pubblico).
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Offline tizioecaio

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Re:Suonare gratis
« Reply #25 on: October 09, 2017, 03:15:43 PM »
Chi lo fa per hobby ha abbondanza di situazioni dove esibirsi senza pestare i piedi ai professionisti: feste private, eventi di beneficenza e via dicendo. Una volta le feste di paese, finanziate dagli enti locali, erano un’ottima occasione di lavoro per i musicisti. Col tempo hanno capito l’antifona anche loro, e sempre più spesso anche da organizzatori istituzionali partono proposte di suonare a pressi stracciati, se non addirittura gratis... Questo perché hanno capito che è pieno di gente che, pur in buona fede, è disposta a lavorare per un tozzo di pane o addirittura per niente. Già la situazione per i musicisti non è rosea, se devono anche subire la concorrenza degli amatori diventa insostenibile.

E guarda che questo atteggiamento fa anche il paio con la scarsa educazione del pubblico, che per un concerto fa fatica a pagare anche solo la maggiorazione sulle consumazioni...

Tutto questo è solo dannoso per la musica.
Credo che anche stavolta tu abbia ragione.
Mi piace anche il ragionamento di Gigi..."e' piu' facile trovare musicisti di grande livello tra gli hobbisti che calciatori della massima serie fra gli amatori"... sudd
Avendo svolto (con risultati sui quali e' piu' opportuno sorvolare.... doh) entrambe le attivita' e frequentato entrambi gli ambienti non posso che confermare.
Tromba Bach 43 ml silver.
Tromba Taylor Chicago Xlite 46 Silver
Bocchino Shilke symphony 3M e Horn Trader 3c-24
Flicorno Getzen 895 eterna laccato with trigger
Bocchino Warburton 8FL
Sordina yamaha SB7-9 per tromba e sshh mute (dopo lunga e penosa malattia) per flicorno.
Le cover band mi mettono tristezza...specialmente quelle di artisti in attivita'....e' un po' come trombare con l'uccello di un altro...

Offline Giovanni Abbiati

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Re:Suonare gratis
« Reply #26 on: October 09, 2017, 09:14:49 PM »
Sul discorso del piacere di suonare e far musica, è chiaro che trascende il livello o la professione. La gioia è sensazione che accomuna tutti, indipendentemente dal livello.

Sinceramente non vedo soluzioni praticabili qui in Italia. Non ci sono leggi a tutela della musica live.

Quello che mi rattrista è ricordare artisti di talento anni fa fare pianobar cantando e suonando, creando modulazioni estemporanee tra un brano e l’altro... rimpiazzati il più delle volte da pseudo cantanti amatoriali che nemmeno sapevano leggere la musica, infilavano dischetti midi e fingevano di suonare; magari facevano tutt’altro lavoro e la sera arrotondavano, ma sicuramente costavano molto meno di figure specializzate. La colpa... è della mancanza di cultura e di rispetto verso essa, soprattutto da parte di gestori e clienti in quel caso.

Ormai ci sono anche orchestre sinfoniche amatoriali che con la scusa di far fare esperienza ed offrire un’opportuni sfruttano i musicisti e riescono ad acchiappare appalti che una volta andavano ad orchestre professionali. Se poi il livello scende... tanto il pubblico ignorante (la maggior parte) non se ne accorge.

Non credo proprio che i professionisti temano i dilettanti... temono piuttosto l’appiattimento  culturale il cui livello è in declino. Il dilettante talentuoso è potenzialmente preferibile in un ingaggio rispetto ad un professionista solo perché costa meno o addirittura suona gratis. Dovrebbe semplicemente farsi pagare come giustamente meriterebbe.

Se prendiamo per esempio i musical, ormai non chiamano più nemmeno i dilettanti, le basi registrate (vietate per legge in nazioni più civilizzate in spettacoli live) lasciano a casa tutti. Sono assai rare le produzioni che lavorano bene, il più delle volte perché per avere l‘autorizzazione per mettere in scena alcuni spettacoli devono accettare alcune condizioni imposte per garantire la qualità del prodotto (è il caso di Andrew Lloyd Webber).

Comunque è colpa anche della cultura low cost sta dilagando un po’ in tutti i settori, in cui conta più il risparmio che l’esperienza e la professionalità. Per non parlare dell’alternanza scuola/lavoro... sfruttamento legalizzato.

Scusate lo sfogo, sono comunque tutte considerazioni personali che volevo condividere con voi

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Offline xadhoom

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Re:Suonare gratis
« Reply #27 on: October 10, 2017, 09:07:53 AM »
Comunque è colpa anche della cultura low cost sta dilagando un po’ in tutti i settori, in cui conta più il risparmio che l’esperienza e la professionalità. Per non parlare dell’alternanza scuola/lavoro... sfruttamento legalizzato.

parole sante.... proprio in tutti i settori. e la cosa che mi rattrista ancora di più è che in molti "proteggono", ovvero fanno questo discorso, sui propri mestieri mentre vanno al ribasso sugli altri, come se fossero gratis. Ed anche questo lo si ritrova fra musicisti, idraulici, meccanici etc etc

Forse è solo aver conosciuto la fatica del proprio mestiere e non aver abbastanza lungimiranza che pure gli altri hanno fatto fatica nei loro.
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Offline toro

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Re:Suonare gratis
« Reply #28 on: October 10, 2017, 10:20:13 PM »
Quote
Giovanni Abbiati ha scritto:Comunque è colpa anche della cultura low cost sta dilagando un po’ in tutti i settori, in cui conta più il risparmio che l’esperienza e la professionalità.....
Io non la metterei così: piuttosto direi che la cultura low cost si è sviluppata in quella fascia di popolazione che la redistribuzione della ricchezza ,soprattutto in questa ultima decade  ,ha penalizzato ....chi sta dall'altra parte della forbice(l'angolo si è ampliato notevolmente)apprezza in modo maggiore l'esperienza e professionalità ,perché più favorevole ,rispetto agli anni passati,il rapporto costo/beneficio per ottenerle.
 salut
Se mantengo il mio buon carattere, sarò ricco abbastanza.....

Offline Carlo

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Re:Suonare gratis
« Reply #29 on: October 12, 2017, 11:41:12 AM »
C'è anche il discorso della modalità di pagamento da parte di bar e piccoli locali,  che probabilmente a volte avviene senza regolare fattura.
E quindi conviene, sia agli esercenti che ai musicisti, dichiarare di suonare gratis.

Io penso che sia normale che una band, non famosa, per qualche sera suoni gratis. Giusto per constatare il gradimento dei clienti e l'aumento delle consumazioni.
Ma quando continuano a suonare per settimane o mesi, e continuano a dire che suonano gratis, beh, qualche dubbio è lecito porselo. Un gioco (suonare=to play) è bello finchè dura poco. E qualche avventore che lavora nella finanza può sempre esserci.