Author Topic: Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti  (Read 3904 times)

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Online Norman

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Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #15 on: December 21, 2015, 01:58:08 PM »
Continuo a dire che non vedo il problema. Gli spartiti per tromba, per consuetudine ormai ben consolidata, sono scritti in chiave di violino. Poi se uno li vuole leggere in chiave di violino, oppure vuole leggerla come se fosse una chiave di tenore, è una scelta personale, l'importante è che ci sia consapevolezza di quello che si fa. Io ho imparato con la chiave di violino, e non ho alcun problema a parlare in termini di note reali quando serve. Allo stesso modo non vedo perché uno che ha imparato a leggere in chiave di tenore debba avere dei problemi ad esprimersi in chiave di violino, se servisse, perché immagino che, comunque, la lettura in chiave di violino la conosca. Si tratta di convenzioni.
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Online Norman

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Re:Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #16 on: December 21, 2015, 02:20:36 PM »
Ecco, mi è venuto un dubbio: do per scontato che chi impara a leggere in chiave di tenore da zero impari anche a leggere la chiave di violino, è così? Perché insegnare ad uno che parte da zero a leggere la chiave di violino come se fosse quella di tenore, senza insegnargli anche la chiave di violino allora si che può generare dei problemi.
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Offline pentothal

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Re:Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #17 on: December 21, 2015, 03:33:51 PM »
Ma credo che sia difficile che ci siano dei testi di solfeggio scritti esclusivamente in chiave di tenore....
Anche perché sarebbe molto limitante!
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Offline Mauro 58

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Re:Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #18 on: December 21, 2015, 03:36:03 PM »
Stavo seguendo questo topic da qualche giorno e mi ero trattenuto dall’intervenire perché pensavo che, dopo tutto, ognuno legge nel modo che più ritiene opportuno.
Ma poi  ho sentito tante opinioni diverse e ho pensato che forse poteva essere utile un piccolo contributo anche dalla mia passata esperienza.
Io sono stato impostato fin dall’inizio (avevo 14 anni) a leggere in chiave di violino dal mio maestro, che non mancava mai di ricordarmi che stavo imparando a suonare uno strumento traspositore.
Quindi sono stato sempre molto attento, quando parlavo con altri musicisti non traspositori, a ragionare sempre un tono sotto.
Poi, nel 1977 sostenni la licenza di teoria e solfeggio a Santa Cecilia, e da allora imparai ad usare correttamente tutto il setticlavio.
Quando formai il mio primo gruppo all’inizio degli anni ‘80, ebbi a che fare per qualche anno con un musicista che suonava il sax contralto, e allora imparai a parlare con lui un tono e mezzo sopra, se si parlava di partiture in Do, o due toni e mezzo se confrontavamo i nostri spartiti.
Ovviamente ora, dopo tutti questi anni, non trovo nessuna difficoltà a ragionare con i vari tipi di strumento (Do, Sib, Mib, ecc.), anche perché, in caso di necessità, non faccio altro che leggere nella chiave più idonea all’occorrenza.
Infatti, le chiavi che leggo più frequentemente sono, nell’ordine: il Violino (per la tromba), il Basso (per capire cosa fa la mano sinistra del pianista), il Contralto (se devo leggere da una parte in Do), il Mezzo-Soprano (se devo leggere da una parte in Mib), il Tenore (se devo leggere col pianoforte la mia parte in Sib), il Basso (se devo leggere col pianoforte una parte in Mib) e, molto raramente, il Baritono (se devo leggere con uno strumento in Mib una parte in Sib).
Come ripeto, si tratta solo di esperienza personale. Lungi da me anche il solo pensare che si tratti della panacea universale.
 
Mauro
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Offline anrapa

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Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #19 on: December 21, 2015, 04:41:43 PM »
Pure io ragiono così


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Offline Carlo

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Re:Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #20 on: December 21, 2015, 05:54:32 PM »
Non entro nel merito tecnico, già trattato da persone ben più esperte di me.
Però trovo molto “riflessione personale” attribuire principalmente ai trombettisti queste abitudini, rispetto ai suonatori di altri strumenti.
Ho conosciuto un cornista che mi diceva che, pur avendo uno strumento che si estende giù giù fino alle note in chiave di basso, in vita sua ha visto solo la chiave di violino. Magari con note con un sacco di trattini sotto al pentagramma.


Offline palmerone

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Re:Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #21 on: December 22, 2015, 09:48:25 AM »
Io faccio il maestro in una piccola banda di paese e vi posso assicurare che nessuno riesce a comprendere con velocità che nota "realmente" suona.
Non è un problema dei trombettisti.. è un problema di tutti i strumentisti quando non si hanno ben chiare le nozioni di base.. in questo specifico caso gli intervalli.
 salut
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Offline Jenga

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Re:Riflessione personale sui modi di leggere dei trombettisti
« Reply #22 on: December 23, 2015, 02:22:26 PM »
io, da bandista professionista, posso dirvi che la confusione la generano anche gli editori di partiture...

per la mia esperienza in banda molti "anziani" hanno imparato una chiave (violino o basso) e sanno leggere sempre e solo in quella, perchè mancano un po' di nozioni di cosa sia uno strumento traspositore e di setticlavio.
i più giovani hanno sicuramente qualche base di teoria in più e fanno meno fatica a capire che tromba e clarinetto hanno le stesse alterazioni quando leggono in chiave di violino, mentre trombone e tuba hanno "due bemolli in più".

La confusione in banda si ha anche perchè ci sono molte "varietà":
trombe, clarinetti, eufonio, sax tenore e soprano leggono in chiave di violino in sib (e questo perchè il 99,9% degli editori, da Scomegna a DeHaske le parti le pubblica così).
sax contralto e baritono legge in chiave di violino in mib
corni hanno la parte in fa in chiave di violino (editori... dannati loro) ma leggono in chiave reale (mezzosoprano?)... [i cornisti sono gente strana]
tromboni, tuba leggono in chiave di basso in Do
flauto, oboe leggono in chiave di violino in do...

La partitura del direttore, a volte ha le parti scritte nelle stesse tonalità degli strumenti, a volte ha le parti nella chiave opportuna ma in tonalità di do... e non ho mai capito perchè... forse anche gli editori non si fidano che un maestro di banda sappia trasportare...[/i]
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