Author Topic: Note lunghe anzi lunghissime  (Read 850 times)

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Offline fcoltrane

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Note lunghe anzi lunghissime
« on: August 17, 2020, 04:01:11 PM »
Oggi navigando in rete alla ricerca della sordina ho trovato un video in italiano dove l’insegnante faceva note lunghe  che duravano 30 secondi poi una pausa e poi altra nota che durava altri trenta secondi . Anche io ho provato ma purtroppo 30 secondi di nota lunga sono un miraggio oltretutto su tutta l’estensione credo di non averle neppure col sax che suono da decenni 😂😂. Altro aspetto è il suono nel senso che con il sax devi sempre scegliere un compromesso con suono piccolo hai durate straordinarie con suono grande la durata si riduce a meno di non essere tu un grande musicista allenatissimo.  Mi chiedevo quale fosse la vostra esperienza di note lunghe e se riuscite a tenerle sia il fa diesis basso sia la nota più alta un fa acuto ad esempio per 30 secondi

Offline gigispermaloso

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #1 on: August 17, 2020, 04:22:38 PM »
Da quando ho iniziato a suonare la mia maestra di tromba mi faceva fare un sacco di note lunghe, e tutt'ora ne faccio, almeno 15 minuti prima di studiare flessibilità, staccato, ecc...mi servono per riscaldare il labbro prima degli altri esercizi e per rafforzare la muscolatura. Note da 4-8-16 quarti (a 60 di metronomo o anche più lento) oppure tenere la nota finché si ha il fiato, partendo dal SOL centrale nel pentagramma e variando di mezzo tono sopra e mezzo tono sotto le note successive (quindi: SOL - SOL# - FA# - LA - FA - SIb - MI e avanti a piacere). E' un esercizio che personalmente mi aiuta tantissimo, soprattutto quando sono giù di labbro.
Poi funziona come in tutto...più ti eserciti e più riesci a tener lunghe le note.
Tromba? Si, grazie

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Offline Norman

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #2 on: August 17, 2020, 04:55:06 PM »
I primi anni anche io facevo le “note lunghe” propriamente dette, cioè la nota tenuta per un tempo molto lungo. Col tempo ho sostituito questo approccio con il concetto dei “flow studies” di Cichowicz.  Il concetto alla fin fine è lo stesso, ma per il mio modesto parere, soprattutto se si ha un tempo piuttosto limitato per studiare, i flow studies hanno alcuni vantaggi rispetto alle note lunghe, pur non essendo, che io sappia, meno efficaci: il fatto di cambiare nota mi aiuta a mantenere la concentrazione lungo tutto l’esercizio sulla qualità, evitando il rischio di finire per andare un po’ in “automatico” (in poche parole: mi “annoio” un po’ di meno!); in secondo luogo comincio già a “lavorare” sugli intervalli e sulla flessibilità. Ormai per me sono allo stesso tempo il “termometro” per valutare in che condizioni sono e lo strumento per “ritrovare” il suono e la vibrazione, un po’ come dici tu con le note lunghe.
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Offline fcoltrane

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #3 on: August 17, 2020, 05:07:04 PM »
Non sapevo come si chiamasse lo studio indicato da Norman ma lo avevo ascoltato dalle lezioni di Pierobon ora finalmente so come si chiamano questi studi ed effettivamente sono un po’ quello che si fa pure col sax Come dice Gigigipermoso anche io sono abituato a studiare le note lunghe in quella maniera metronomo e a tempo  Semibreve breve ecc La mia domanda era però parzialmente diversa nel senso che il suono è rilevante per la lunghezza della nota? Suono grande più impegnativo da tenere a lungo rispetto al suonò piccolo? È ancora quanto più ci si sposta dal centro e si va verso le estremità diventa più difficile da tenere per trenta secondi? O succede solo ai principianti? Dico questo perché anche l’insegnante del video sembrava a tratti in difficoltà per la tenuta dopo i venti secondi.
« Last Edit: August 17, 2020, 05:15:21 PM by fcoltrane »

Online eugeniovi

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #4 on: August 17, 2020, 05:35:52 PM »
Durante un lontanissimo nel tempo seminario con Rava mi ricordo come lui ci dicesse che si esercitava con il metodo Caruso (da lui consultato in persona quando suonava a NYC per un problemino al labbro dovuto al cambio di bocchino). Io ascoltavo come ascoltassi uno che rivelava i segreti dell'Universo. Enrico come sempre fu molto gentile e mi scrisse le magiche sei note su uno spartito che conservo tutt'ora.  Ricordo che non esisteva il web e che chi aveva un metodo piu' del Peretti era visto come un Dio  :)). Il mattino dopo mi misi d'impegno ed iniziai, tempo lentissimo etcc... al SIb avevo gia' il labbro che tremava, al SI non usciva piu' niente, labbro definitivamente ko. Ho capito allora che fare note lunghe e piano ci vuole molto ma molto esercizio per cui Trane non preoccuparti, basta perseverare. A proposito del periodo di Rava a NYC consiglio come curiosità l'ascolto del disco di Dollar Brand 'African Space Program' del 1973 con una Big Band tra i quali il nostro grande artista Italiano. Chissa' come doveva sentirsi in sezione con Cecil Bridgewater e Charles Sullivan. Ciao a tutti

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #5 on: August 17, 2020, 05:50:31 PM »
Note lunghe 30 secondi non è eccezionale, si può fare con un po' di pratica.
Tu chiedi se il suono è rilevante per la lunghezza della nota, e allora dobbiamo fare un passo indietro, forse anche due. Partiamo dall'idea che se hai un l'imboccatura efficace basta un filo d'aria per emettere un suono. E questo è uno degli obiettivi da porsi quando si suonano le note lunghe, cioè ottimizzare l'aria e migliorare l'imboccatura. Quando migliori te ne accorgi da solo.
E poi non parlerei di suono grande o piccolo, ma di volume. Suonare con poco volume sicuramente aiuta la durata.
Per l'ultima domanda, non mi dilungo perché sono diversi i fattori che intervengono nel suonare note lunghe acute o gravi, ma limitandomi alla quantità di aria necessaria per suonare ti dico che le note gravi richiedono più aria di quelle acute (mentre per tenere molto tempo una nota acuta è meno questione di aria e più di l'imboccatura "forte", stabile, capace di sostenere la pressione.
Io da un po' di tempo le note lunghe le faccio solo come preparazione e per la centratura del suono, piegando le note il più possibile per poi tornare a un suono pieno e centrato, senza seguire particolari dinamiche.
Sono comunque da considerarsi note lunghe l'esercizio da cui parto ogni volta che mi metto a suonare: clarke numero 1 legato seguendo le dinamiche e ripetendo  finché mi rimane un briciolo d'aria in corpo.

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #6 on: August 17, 2020, 09:55:58 PM »
Dimenticavo: Chet Baker in un'intervista ha detto che quando ha messo la dentiera gli ci sono voluti tre anni per tornare a suonare. Tre anni passati a fare solo ed esclusivamente note lunghe, da pianissimo, crescendo

Offline fcoltrane

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #7 on: August 18, 2020, 03:38:11 PM »
Grazie per le risposte. Facevo riferimento al suono perché ad esempio se utilizzo un 7 c similbach riesco nel registro centrale a tenere il suono per lungo tempo se invece faccio lo stesso con un monette b2 s3 la durata me la posso scordare . ....  E per suonare il registro basso anche peggio. La mia sensazione è che per sostenere un suono col b2 devo utilizzare maggiore energia ........   sulla dinamica comincio ad apprezzare alcune differenze ma purtroppo Solo nel registro medio alto . belli i racconti di Rava e Chet che mi da anche una idea di prospettiva grazie ancora e buone vacanze

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #8 on: August 18, 2020, 03:45:52 PM »
Non si chiama energia, si chiama proprio ARIA.

Offline Norman

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #9 on: August 18, 2020, 07:06:49 PM »
Grazie per le risposte. Facevo riferimento al suono perché ad esempio se utilizzo un 7 c similbach riesco nel registro centrale a tenere il suono per lungo tempo se invece faccio lo stesso con un monette b2 s3 la durata me la posso scordare . ....  E per suonare il registro basso anche peggio. La mia sensazione è che per sostenere un suono col b2 devo utilizzare maggiore energia ........   sulla dinamica comincio ad apprezzare alcune differenze ma purtroppo Solo nel registro medio alto . belli i racconti di Rava e Chet che mi da anche una idea di prospettiva grazie ancora e buone vacanze
Il 7C è un bocchino a tazza stretta, con la gola probabilmente 27 (3.66mm) ed un backbore normale, il B2S3 è più grande in tutto. Se è Prana la gola probabilmente è una 17 (4.39), se Standard comunque è nell’ordine del 22. Quindi è normale che “chieda” più aria e che sia più difficile tenere il suono a lungo. Io comunque penso che ci si debba concentrare più sulla qualità che non sulla durata del suono, perché la qualità automaticamente aiuta anche la durata (più migliora la capacità del labbro di vibrare con l’emissione giusta, senza forzare, più aumenta la capacità di tenere il suono a lungo).
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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #10 on: August 18, 2020, 08:06:31 PM »
👍 si concordo in tutto ....   il mio era solo a Titolo di esempio perché il 7 c non lo utilizzo per nulla perché non mi piace il suono ed il b2 lo utilizzo pochissimo perché non sono in grado di gestirlo . Per ora mi sono attestato sul ar 42 10 che è il miglior compromesso tra suono è durata. Devo dire che oggi provavo a studiare con Pierobon la lezione 59 dove faceva prima buzzing e poi suonava una bella scala di fa diesis su due ottave. Anche lui arrivato alla seconda ottava prendeva aria e mi sono convinto che se hai un suono così pieno E così grande suonare su due ottave per trenta secondi sia al limite della tecnica trombettistica partendo dal fa diesis avanti ed indietro

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #11 on: August 18, 2020, 08:29:51 PM »
Devi però sempre tener presente che la qualità del suono dipende all'85%  dalla qualità della vibrazione delle tue labbra.

Offline fcoltrane

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #12 on: August 18, 2020, 09:32:17 PM »
Si questo è chiaro se Ad un trombettista che sa suonare Propongo un 7 c con ogni probabilità riuscirà a tirar fuori un suono migliore del mio migliore suono con la migliore attrezzatura . Per me però rileva soprattutto quello che riesco a fare io ed infatti sono qui che provo a fare buzzing con il b2 😂😂 dopo un oretta di scala note lunghe con l ar per capire se riesco ad ottenere lo stesso suono è la stessa durata . Oggi comunque è una giornata positiva perché due ottave dalLa scala  di  fa diesis A quella di do sono riuscito a suonare. Il problema è che dal sol sopra il rigo sino al do spingo troppo e l intonazione è sballata prova fatta con la tt . La suprema è a casa a riposare

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #13 on: August 18, 2020, 11:53:15 PM »
 Il miglior suono di tromba mai ascoltato su questa terra (a mio personalissimo parere) è stato quello di Clifford Brown. Lui suonava un bach 17c1, l'equivalente di un moderno bach 10 3/4 cw, quindi ben più piccolo del 7c di cui parli tu.
Lui non suonava solo meglio di te con la tua migliore attrezzatura, suonava meglio di chiunque altro abbia mai soffiato dentro a una tromba (secondo me).
Non è la gola 17, è il manico che fa il suono.
Il segreto sta solo ed unicamente nel talento, e nelle 10.000 ore di pratica corretta (fai tu i conti di quanti anni sono, in base a quanto puoi esercitarti ogni giorno). Sottolineo la parola corretta perché, soprattutto con uno strumento come la tromba, c'è il rischio di passare troppo tempo a praticare cose sbagliate, se non del tutto controproducenti.

Il suono è la cosa più importante, ma per avere un suono maturo devi essere un trombettista maturo (e torniamo alle 10.000 ore...)
Il tuo suono ideale devi sempre averlo in testa, devi sempre tendere al raggiungimento di quel suono, con il lavoro quotidiano, cercando di avvicinartici sempre più ogni giorno.

Il bocchino può sembrarti una buona scorciatoia, ma già cominci ad accorgerti che la coperta è corta. Quello che ti da da una parte te lo toglie da un'altra.

Secondo me, da principiante (e a maggior ragione da autodidatta), dovresti sempre optare per l'attrezzatura che ti rende le cose più facili

Offline fcoltrane

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #14 on: August 19, 2020, 07:22:01 AM »
Concordo anche su questo ed infatti prevalentemente suono con l ar . Poi mi monto la testa e penso di ottenere gli stessi risultati col monette. Ora vado ad ascoltare Clifford Brown che colpevolmente conosco poco , il suono così centrato e cristallino non è un mio riferimento ma desidero conoscerlo meglio per avere una idea più precisa . Ps tra  i miei giochi un bocchino così piccolo non c’è. Ora ne cerco uno così ma faccio una idea di cosa significhi