Author Topic: Note lunghe anzi lunghissime  (Read 500 times)

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Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #15 on: August 19, 2020, 10:57:26 AM »
Era un invito alla riflessione, non un invito all'acquisto.
Al tuo livello ogni cambio di attrezzatura, soprattutto così estremo (dal prana al 10 3/4) richiede un cambio di impostazione fisico e mentale.
Per ogni attrezzatura nuova poi ci devi spendere tempo per capire come farla suonare al meglio, devi credere che, per validi motivi, possa darti quello che cerchi. Dovresti quindi mettere in freezer tutti gli altri bocchini e suonare solo con questo.
Non mi sembri il tipo che ragiona così quindi lascia perdere l'acquisto, hai già il 7c che può servirti per capire l'esempio che ti ho portato.
Tieniti solo stretta l'idea che il bel suono dipende da una bella vibrazione

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #16 on: August 19, 2020, 06:14:59 PM »
Non sono sicuro di aver capito cosa intendi quando parli del suono di Clifford Brown.
Provo ad aiutarti
https://youtu.be/oQvsXgfEdo0

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #17 on: August 19, 2020, 09:36:30 PM »
Clifford Brown lo conosco pochissimo e ascoltando capisco perché è un punto di riferimento per i trombettisti. Certo  è che se non lo avessi detto difficilmente dal suono avrei capito che si tratta di un bocchino di quel tipo.( farò come dici perché ha poco senso prendere un bocchino anche se per pochi euro per provarlo 10 minuti) Ho ascoltato un po’ di ballades e c’è poco da dire un grandissimo. Mi sa che mi devo mettere a studiare un po’ il sax perché ci sono due cosette che proprio Devo rubare. Con la tromba per me in questo momento non imitabile meglio Chet che dal punto di vista tecnico è più accessibile. Tra un paio di anni mi studio questo bellissimo solo👍👍👍

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #18 on: August 19, 2020, 11:35:56 PM »
Un po mi hai stupito quando hai scritto che conosci pochissimo Clifford Brown, perché in più occasioni ci hai raccontato di esserti avvicinato alla tromba (o al filicorno) spinto dalla voglia di impatare a suonare i remember Clifford.
Sicuramente sai che è un brano scritto per ricordare Clifford Brown, e che la musica è di Benny Golson.
Forse non sai che c'è anche un testo, che è stato scritto da Jon Hendricks, e che è stato cantato da alcune delle più grandi interpreti dell'epoca.
Il testo pone molto l'enfasi sulla bellezza del suono della tromba di Clifford, dice (tra le tante cose) che chi l'ha sentito non può dimenticarlo, e che il suo suono ha riempito così tanto l'aria che sembra quasi che Clifford sia ancora lì con loro, ancora qui con noi.
Tanti trombettisti sono morti giovani, soprattutto in quel periodo. Tanti trombettisti hanno lasciato il segno nella storia del jazz. Tanti trombettisti hanno lasciato il segno nella vita degli amici e colleghi musicisti. Ma Clifford è l'unico la cui grandezza è stata celebrata dai suoi contemporanei con un brano, quel brano così bello che ti ha portato ad avvicinarti alla tromba.

Non ricordo più chi ha detto che per imparare uno standard devi conoscere le parole, devi saperlo cantare.
Io l'ho sempre trovato un ottimo consiglio







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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #19 on: August 20, 2020, 09:46:36 AM »
Un mio grande limite . Per anni ho ascoltato alcuni musicisti e ne ho messi da parte altri. In tempi più recenti ho ascoltato È apprezzato Stan Getz e Benny Golson i cui suoni sul tenore non riuscivo proprio a digerire. Un po’ come mi capitava per artisti del calibro di desmond o Eric Dolphy o lo stesso Benny carter o Ornette Coleman ecc.... Con i trombettisti a parte Chet , Miles  e Morgan tutti gli altri li ascoltavo poco e con poco interesse. ( colpevolmente) . Per tornare in argomento ho trovato la trascrizione della ballade whats new e magari apro un topic a parte perché ci sono delle interessantissime soluzioni da parte di Clifford. Peraltro mi sbagliavo perché tecnicamente non sono neanche così complicate la nota più alta stranamente è un sol subito sopra il pentagramma. (E mi sembrava una nota molto più acuta) . Hai ragione anche sulla conoscenza dei brani delle parole e della storia , io però non parlo una parola di inglese ed ho un rapporto molto istintivo all’inizio, mi colpiscono i suoni nel caso del brano il suono del flicorno di Roy. Quel sol è una bellezza . Poi cerco di capire con i miei mezzi limitati un po’ di improvvisazione e come trattano gli accordi.   Per tornare alle note lunghe Anche un solo o meglio una esposizione del tema come fa Clifford Brown con whats new là si può studiare come fossero note lunghe. Basta rallentare le frasi .ora vado a provarci.

Offline Mar

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #20 on: August 21, 2020, 12:34:27 PM »
È vero fcoltrane, molti dei pezzi di questo album "with strings" sono suonati ad altezze agevoli, ma l'altezza delle note è solo una delle difficoltà di un brano (e in genere la prima che un principiante nota, perché limita in partenza la scelta dei pezzi abbordabili).
Ricordo però che solo un paio di settimane fa  in un altro post, faticavi a capire se un pezzo era suonato legato o staccato.
Qui in what's new sei riuscito a capire quello che fa clifford? C'è dentro l'università dell'articolazione...

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #21 on: August 21, 2020, 04:40:56 PM »
Il musicista che ha trascritto ha fatto tutto segnando pure il fraseggio e  per tutto il resto c’è 😂😂YouTube con la funzione rallenta. Poi È una ballade quindi rallentando si beccano tutte le sfumature per quanto delicate siano. Suonarle è un altro discorso 😂😂.   E singolare poi che il mio orecchio che non è per nulla assoluto riconosceva quei suoni come nel registro acuto ed invece il registro era medio alto . Avanzando una ipotesi potrei dire una eresia . Potrebbe essere proprio il bocchino così chiuso che sul registro acuto e medio acuto rende i suoni così centrati.

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #22 on: January 11, 2021, 12:03:51 AM »
quando si dice la quantità innanzi tutto .
Magari gli esempi non sono di altissimo profilo ma oggi ho provato a stargli dietro e ho capito che anche semplicemente tenendo un suono per 30 secondi si ottengono benefici.
In pratica un rapporto molto muscolare e quantitativo con lo studio .
Ha il pregio di costringerti a curare la dinamica e a respirare bene perché in caso contrario alla fine non arrivi soprattutto alle estremità .
A me succede che l'estremità bassa che dovrebbe prendere molta più aria mi viene più facile di quella alta .
(ed immagino di sapere il perché)
Il musicista propone 30 giorni di questa tecnica delle note lunghissime.
Quasi quasi ci provo: oggi il mio primo giorno
https://www.youtube.com/watch?v=1c7a857USKc


Offline Wheat

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #23 on: January 11, 2021, 09:16:11 AM »
Hai usato la parola giusta: quantitativo.
Infatti queste note lunghissime ti permettono di avere un rapporto qualitativo e quantitativo sullo strumento. L’insegnante del video che hai trovato, infatti, in uno di questi video dice “ottimo soprattutto per chi ha poco tempo per suonare”. Infatti ti suddivide le note lunghe sulle 7 posizioni per 7 giorni diversi.
Io le suono ppp, cercando di tenere un suono abbastanza discreto, cerco di migliorare efficienza e resistenza e non mi limito ad una posizione per settimana. Per il suono invece, le faccio più corte, con molta più sonorità e cerco di testare l’attacco che deve essere precisissimo. Spesso inoltre, piego le note, o aggiungo lo staccato, suddividendo la nota in minime, semiminime, crome ecc.
ovviamente per fare tutto ciò ci vuole molto tempo a disposizione oltre che una concentrazione perenne, difficile da mantenere suonando sempre la stessa nota,  ;D

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #24 on: January 11, 2021, 09:57:32 AM »
Si anche io lo intendo alla stessa maniera e spero mi serva più che altro come warm up mattutino quando ancora non so respirare (nel senso che se non respiro bene col cavolo che arrivo a 30 secondi su tutto il percorso..
Poi è uno studio che non prevede quasi alcuna fatica di attenzione perché lo faccio all'unisono e quindi non mi sbaglio .
Si per il suono l'esempio non è proprio indicato e poi mi fa piacere riconoscere gli stessi limiti che io ho sia nella tenuta del suono sia nella durata (a volte anche lui a 30 secondi non ci arriva ) ed è dotato di una certa tecnica strumentale .
Se studio il suono devo essere purtroppo molto più concentrato e poi con la sordina è davvero dura comunque il mio riferimento è
http://www.italiantrumpetforum.it//index.php?topic=12325.msg128056#msg128056
o una lezione di Pierobon (la 59 dove studia scale cromatiche a media velocità ) o alcune di Paolo Trettel (il suo libro e questo   https://www.youtube.com/watch?v=4VKJl_7LN_M)

Qui la qualità più della quantità ma l'attenzione per suonare deve essere nel mio caso molto maggiore (e non devo avere la sordina)

ps non avevo ascoltato la questione dei 7 giorni e delle posizioni diverse (in realtà proprio perché quantitativo cercavo di farlo tutto il percorso dal sol centrale sino al fadiesis  basso e  sol acuto )
oggi il secondo giorno

Offline Wheat

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #25 on: January 11, 2021, 01:15:47 PM »
La ricerca del suono è una cosa che avviene sempre. Io ti ho detto che lo faccio sulle note lunghe, ma è una cosa che si cerca di fare su qualsiasi cosa studio. A me aiuta molto ascoltare il mio maestro che ha un suono da paura. Si parla sempre di “avere il suono in testa”. Sembra una cosa facile, scontata, ma secondo me è la cosa più difficile di tutte.

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #26 on: January 11, 2021, 02:20:16 PM »
io considero il suono come un aspetto tecnico (dal mio punto di vista il più importante ) è chiaro poi che ciò che si studia dipende molto dal proprio livello.
Nel mio caso trovo utile qualsiasi esempio perché il peggiore che ho postato è comunque per me un traguardo .
Nella mia enorme presunzione credo di avere ben chiaro nella mia testa il suono che desidero non ho invece ben chiara la prospettiva e se riuscirò a farcela.
Come si chiama il tuo insegnante ?  è possibile ascoltarlo su  Youtube? così comprendo quale è il tuo riferimento

Offline Norman

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Re: Note lunghe anzi lunghissime
« Reply #27 on: January 11, 2021, 02:23:46 PM »
La ricerca del suono è una cosa che avviene sempre. Io ti ho detto che lo faccio sulle note lunghe, ma è una cosa che si cerca di fare su qualsiasi cosa studio. A me aiuta molto ascoltare il mio maestro che ha un suono da paura. Si parla sempre di “avere il suono in testa”. Sembra una cosa facile, scontata, ma secondo me è la cosa più difficile di tutte.
Anche secondo me, sembra una banalità, invece non lo è, ed infatti è uno degli aspetti più sottovalutati.
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