Author Topic: So What Davis  (Read 843 times)

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Offline Mar

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Re: So What Davis
« Reply #15 on: March 22, 2021, 01:54:03 PM »
Avete mai visto il film dei Monty Phyton: Brian di Nazareth? Ve lo consiglio, fa molto ridere, veramente, e al tempo stesso porta a riflettere su parecchie cose
Una di queste è l'uso che le persone fanno degli insegnamenti del profeta, e la capacità incredibile che hanno di interpretarli nel modo più superficiale... di fraintenderli
La questione non è trascrivere o non trascrivere.
La questione è guardare la luna o guardare il dito che la indica.
Buona visione a tutti

Offline fcoltrane

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Re: So What Davis
« Reply #16 on: March 22, 2021, 02:12:35 PM »
 ;D ;D divertente quel film ...
ma con la musica ti può anche capitare questo
https://www.youtube.com/watch?v=Tp-KoSRV4Pw

e allora puoi condividerlo o puoi tenerlo per te :D :D :D



Offline eugeniovi

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Re: So What Davis
« Reply #17 on: March 24, 2021, 08:58:19 AM »
Avete mai visto il film dei Monty Phyton: Brian di Nazareth? Ve lo consiglio, fa molto ridere, veramente, e al tempo stesso porta a riflettere su parecchie cose
Una di queste è l'uso che le persone fanno degli insegnamenti del profeta, e la capacità incredibile che hanno di interpretarli nel modo più superficiale... di fraintenderli
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Offline Norman

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Re: So What Davis
« Reply #18 on: March 25, 2021, 06:15:15 AM »
Premesso che i Monty Python sono straordinari...

Da un lato capisco la diffidenza di Mar verso l’eccessiva razionalizzazione ed il cosiddetto “over thinking”, ma con rispetto parlando a me sembra che tu li veda anche dove non ci sono.

A mio modesto parere nella vita esistono ambiti differenti, punti di vista differenti ed approcci differenti che possono essere ugualmente validi in momenti e contesti differenti.

Sono pienamente d’accordo sul mettere sempre in evidenza l’importanza che nella musica ha l’ascolto, l’approccio “sensoriale” ed emotivo, ma questo non esclude per niente che non possa essere altrettanto importante, in altri momenti e contesti, l’approccio analitico. La grande musica non è solo istinto e creatività, è anche studio sistematico, analisi e cura del dettaglio. Potrei fare infiniti esempi, l’ossessione di Coltrane per lo studio degli arpeggi, delle scale, del rapporto tra musica, matematica e metafisica, Gillespie che passava ore a studiare le progressioni di accordi sul pianoforte per capire le relazioni tra un accordo e l’altro, la meticolosità del lavoro di Miles con Gil Evans, la raffinatezza del lavoro di Duke Ellington... Tante volte è stato detto che per fare grande musica bisogna studiare tanto e poi “dimenticare” quello che si è studiato, ed è verissimo: quando si suona bisogna pensare solo alla musica, alle emozioni, alla creatività, ma per poterlo fare è necessario avere degli strumenti che invece richiedono studio sistematico, meticoloso ed anche una buona dose di analisi. Serve analisi per capire se si sta lavorando bene o male e nel caso per capire come correggersi.

Le due cose non sono in contrasto, ma complementari.

Quanto al jazz, è vero che è morto per l’eccessiva intellettualizzazione, ma non è per il motivo che pensi tu, ma per il fatto che, ad un certo punto, i jazzisti hanno sentito il bisogno di “elevare” la loro musica al livello della musica da concerto dei bianchi. Purtroppo nel fare questo hanno perso il contatto con la realtà sociale che al jazz aveva dato vita... Sono stati vittime di uno stereotipo culturale per cui la musica popolare sarebbe di valore inferiore, mentre invece la musica che facevano non aveva alcun bisogno di essere elevata, perché era elevata già di suo. Ma pensare che dietro quella musica non ci fosse un lato intellettuale se non addirittura ideologico, scusa se te lo dico, è proprio naïf, il grande jazz della metà del secolo scorso è anche figlio di una coscienza culturale intellettuale formata durante il percorso di emancipazione della comunità nera.

Peraltro, per chiudere il cerchio, anche la sublime arte dei Monty Python è frutto, oltre che del loro talento, del loro straordinario spessore intellettuale ed ideologico... ;-)
« Last Edit: March 25, 2021, 09:12:34 AM by Norman »
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Offline Zosimo

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Re: So What Davis
« Reply #19 on: March 25, 2021, 08:44:28 AM »
Esatto Normanuccio, c'è secondo me questa
Errata concezione che i maestri( Dizzy, Miles,Trane  ecc ecc)
Salivano sul palco e taaaaac music. Eh no, quelli
Stavano night and day sul pianoforte.
Ma la musica vuole anche la sua parte narrativa
Romantica.
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Se non sai cos'è, allora stai slottando, amico mio.
Su questo forum, gli armonici sono talmente vicini  che tra un po' trombano.
L'anima del cambiar tromba ogni 2 giorni è sempre stato il desiderio e non il bisogno.  Bocchini per le note acute in realtà esistono, ma funzionano solo con gli acutisti

Offline Mar

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Re: So What Davis
« Reply #20 on: March 25, 2021, 01:12:27 PM »
Questa è una di quelle discussioni che potremmo, avendo voglia, portare avanti per anni.
Io dico solo che il jazz si suonava anche prima di Bird, Gillespie, Mingus, Monk, etc.
Loro sono quelli che hanno portato il jazz a un livello "oltre", e l'hanno fatto partendo dalle basi solide di chi li aveva preceduti.
Il loro è stato un approccio tutt'altro che intellettuale. Noi stiamo qui a guardare come hanno rivoluzionato la musica partendo dai risultati. Analizziamo i risultati, quando invece dovremmo concentrarci sul percorso che li ha portati fino a lì.

Come dici tu poi ci sono tanti modi di imparare. L'approccio intellettuale secondo me è il più difficile e quello che dà meno risultati.

La conoscenza è fondamentale. Io vivo per la conoscenza, ma sono dell'idea che se parti a studiare dal livello 100 senza aver interiorizzato i livelli 1-99 potrai diventare al massimo un bravo pappagallo.

Poi ognuno fa quello che ritiene meglio per sé.

Offline Norman

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Re: So What Davis
« Reply #21 on: March 25, 2021, 09:02:08 PM »
Il punto è che tu vedi tra le due cose un'antitesi che nella realtà non esiste. Io non mi sento minimamente limitato dalla mia curiosità intellettuale, il mio percorso musicale procede su un binario parallelo. Quanto suono non sto lì a farmi le pippe con le costruzioni mentali, ma quanto studio o quanto parlo di musica perché mai dovrei pormi limiti? Non è che per caso la vera pippa mentale è farsi questo problema?

Ho appena finito di vedere la trasmissione di Bollani, in cui lui, meraviglioso musicista ma anche fine intellettuale, coniuga mirabilmente grande musica e parole piene di significato. Le parole e la musica stanno le une di fianco all'altra, sostenendosi e completandosi.

La speculazione intellettuale può essere bella tanto quanto l'arte, è questa la verità. Talvolta possono anche andare a braccetto.
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Offline fcoltrane

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Re: So What Davis
« Reply #22 on: March 25, 2021, 11:27:33 PM »
Quei musicisti vivevano di musica e con la musica.
Dalla mattina alla sera avevano la possibilità di ascoltare e suonare insieme ad altri.
Quello che non assorbivano con le orecchie lo capivano con le parole o le spiegazioni.
Alcuni aspetti della musica non sono facili da spiegare, ma altri si (per chi li conosce).
Non credo ci sia una eccessiva intellettualizzazione nel cercare di capire perchè ti piace.
(anche perchè ci sono buone possibilità che se capisci poi puoi fare lo stesso.

E' un po come parlare di tecnica : io non so suonare un do acuto con la stessa leggerezza di un do centrale.
mi piace il suono di un trombettista che produce quel do acuto e chiedo quale procedimento ha utilizzato...
(è una eccessiva intellettualizzazione ....io non credo ....sto solo cercando di imparare un aspetto che non conosco...)

alla stessa stregua sento su facebook una frase bellissima di un musicista e cerco di capire quali note ha utilizzato qual tensioni e perchè mi piace così tanto..
il più delle volte trovo le stesse "regole" le stesse tensioni le stesse "soluzioni" utilizzate da quelli che ritengo grandi (Trane Chet Harrel Blake Gordon ecc...)
e questa una eccessiva intellettualizzazione ?
e se lo è mi insegnate un altro metodo per avvicinarmi e suonare le stesse bellissime frasi?..............
Alcuni sostengono che suonare insieme a musicisti di alto profilo aiuta.
Io  purtroppo ritengo  che se non hai un elevatissimo livello tecnico suonare con musicisti anche bravissimi ed ascoltare quello che fanno serve a poco a meno che gli stessi musicisti non ti spiegano ciò che fanno.
Anche l'ascolto dei dischi può essere più o meno proficuo.
Io ritengo che un musicista (o comunque chi ambisce a diventare tale ) debba necessariamente fare un sforzo di attenzione maggiore rispetto ad un semplice ascoltatore.
(penso questo perchè ritengo il musicista "qualificato" per l'ascolto).
un bambino ed un musicista che ascoltano "la bellezza " sentiranno esattamente lo stesso ma il musicista a differenza del bambino sarà in grado di spiegarla .........


Offline Mar

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Re: So What Davis
« Reply #23 on: March 26, 2021, 02:33:20 AM »
Piss and love

Offline fcoltrane

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Re: So What Davis
« Reply #24 on: March 26, 2021, 09:30:20 AM »
due concetti che difficilmente metto sullo stesso piano .....
in musica poi la perversione non la concepisco nè per me ne per gli altri.
(sono per la libertà assoluta e non mi stancherò di ripeterlo).

Se sei soddisfatto del tuo  metodo ha poco senso "guardarsi attorno".
Io per natura sono insoddisfatto e curioso quindi ascolto le opinioni altrui e quando sono convincenti e diverse dalle mie ne faccio tesoro......

(è anche vero che ho una età ed un po di esperienza e quindi molte opinioni diverse sono state vagliate e sperimentate ed il costo a volte è stato alto........)


Offline Mar

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Re: So What Davis
« Reply #25 on: March 30, 2021, 07:18:18 PM »
I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo (Muhammad Alì).

Offline fcoltrane

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Re: So What Davis
« Reply #26 on: March 30, 2021, 07:56:47 PM »
 Se lo dice Muhammad Alì c'è poco da replicare.
Anche se mi viene difficile riferire il  termine campione alla musica .......mi sembra una forzatura......
Più facile la seconda parte del pensiero , qualcosa che hanno nel loro profondo ...

Per me la musica è alla portata di tutti nessuno escluso , e serve per esprimersi.....
l'unica cosa che si deve acquisire è la tecnica e l'unico modo che conosco per acquisirla e studiando.
Questo pensiero che può sembrare banale e stupido non è condiviso per nulla.

Molti ritengono che la musica sia prerogativa di pochi eletti quasi per diritto naturale.....
alcuni nascono e la hanno con se altri la maggior parte nascono senza e non possono farci nulla.....
La mia esperienza è che la dedizione totale e lo studio continuo sono l'unica soluzione.....
Tutti quelli che hanno applicato questi due semplici concetti per me hanno ottenuto "le chiavi del regno ".......



Offline Mar

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Re: So What Davis
« Reply #27 on: March 30, 2021, 08:16:30 PM »
Sono ovviamente d'accordo con te, stavo solo sottolineando il fatto che spesso si parla di musica come se fosse un insieme di esercizi ginnici: V II I, turnaround... e poi sai fare il jazz. Sì, ma come? Non sto mettendo in discussione le cose che bisogna sapere per forza, sto mettendo in discussione il punto su cui si mette il focus

Offline fcoltrane

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Re: So What Davis
« Reply #28 on: March 30, 2021, 08:55:00 PM »
Mar questo che dici mi è chiaro da tempo e mi trovi perfettamente daccordo , ciascuno cerca il proprio  focus ....  Lo ripeto sempre....... ho conosciuto  un musicista che mi ha fatto apprezzare la bellezza di un singolo suono (per me l'esempio più forte di coerenza........ e mancanza di compromesso )  (per me quel musicista è un artista straordinario e ciò che fa è arte, sia che suoni un singolo suono sia che suoni una scala maggiore ) alla stessa maniera se ascolto Stefano Bedetti improvvisare su Giant Steps riconosco un altro artista che crea musica straordinaria (sia che rispetti tutti i cambi degli accordi suonandoli  sia che li "ignori " e suonare  a 300 di metronomo   .... e lo stesso posso dire di musicisti tanti altri musicisti che suonano e improvvisano jazz tradizionale e non  a 60 di metronomo .
ma vado un po oltre .... per me crea bellezza ed arte  anche chi non improvvisa per nulla come Pierobon , o Tony che ti suona una semplice scala maggiore.......ma con un suono che ti pare di riconoscere intestellar space di Coltrane...... .
Per questo motivo penso che ciascuno sceglie il proprio focus .... ed ogni scelta è giusta per definizione.

Un ultimo aspetto per essere chiari :
 Se un interlocutore desidera suonare jazz tradizionale con il linguaggio tradizionale e mi chiede tu che esperienza hai ?
quali sono stati gli studi che hai fatto e quali li ritieni più utili?
io rispondo come ho fatto sino ad oggi  con l'apertura mentale anche di ricredermi qualora trovassi un metodo ancora più efficace......










Offline Zosimo

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Re: So What Davis
« Reply #29 on: March 30, 2021, 10:17:05 PM »
Tony chi? Coltrane?
Ha ragione mar: levate la sambuca a fciccio :)
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