Author Topic: articolo di Rava su Chet  (Read 129 times)

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Offline fcoltrane

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articolo di Rava su Chet
« on: March 27, 2021, 10:47:20 PM »
se vi fosse sfuggito questo splendido articolo

Enrico Rava

Poesia, purezza di suono, bellezza, queste sono le parole che vengono subito in mente quando si parla di Chet Baker. Insieme a una serie di luoghi comuni, tipo l’ultimo beatnik, l’eroina, il musicista maledetto ecc.
Tutto vero, ma c’è un altro aspetto di questo grandissimo che si tende ad ignorare: Chet aveva un tempo terrificante. Uno swing incredibile e un tiro da non crederci. Quando era necessario sparava delle raffiche di note come una mitragliatrice.
Il suo tempo era perfetto e questo è il motivo per cui molto spesso faceva a meno del batterista. Non ne aveva bisogno e preferiva suonare senza piuttosto che avere a che fare con batteristi che non avessero la sua concezione del tempo.
Qui siamo a Pueblo, Colorado, 1966.
https://youtu.be/wEIM0YIt5EU
Il club (mai sentito prima) è Gaetano’s. Il pubblico i soliti 4 gatti, il che ci porta a fare una breve e triste riflessione sugli USA.
Il jazz, che è probabilmente il più grande apporto degli Stati Uniti alla cultura, è praticamente ignorato tranne che in alcune grandi città. Ma perfino a New York la situazione può essere deprimentissima. Basta ascoltare quel grande capolavoro che é Konitz live all’Half Note del 1959, con Warne Marsh, Bill Evans, Jimmy Garrison e Paul Motian dove, fra rumori vari, gente che chiacchiera, telefoni che squillano, registratori di cassa e tutto il resto si sentono pochi applausi sparsi qua e là ad opera di alcuni volonterosi. Difatti, viene da chiedersi se sia mai possibile che in una città di circa nove milioni di abitanti non si riesca a mettere insieme un centinaio di persone per riempire un club dove stanno suonando alcuni dei più grandi musicisti del ‘900. Sì, evidentemente è possibile, purtroppo.
Chet nell’occasione suonava col bravissimo Phil Urso, suo complice in moltissime occasioni e particolarmente nel gruppo Chet Baker and Crew (1956). C’ è un bravo bassista abbastanza noto nella West Coast, Chuck Domanico. Gli altri due non li conoscevo ma se la cavano benissimo. Sono Dave McKay al piano e Harry Keevis alla batteria.
Il brano è Milestones, di Miles Davis, che conferma, in caso ce ne fosse bisogno, l’ammirazione di Chet per Miles.
Il suo assolo è semplicemente stratosferico. Su un tempo velocissimo riesce a mantenere una grande lucidità, le frasi sono leggibilissime, il labbro tiene alla grande.
Insomma, godetevi questa meravigliosa versione di Chet Baker versione formula 1.




un Chet così in forma raramente lo avevo ascoltato yeahhhhhhhhhhhhhhhhhhh

Offline Zosimo

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #1 on: March 27, 2021, 11:11:06 PM »
Leggendolo , volevo pubblicarlo
Io. Chet è secondo solo a Miles.
Tromba: Quella che capita
Bocchino: Almonzinni Revolution

Se non sai cos'è, allora stai slottando, amico mio.
Su questo forum, gli armonici sono talmente vicini  che tra un po' trombano.
L'anima del cambiar tromba ogni 2 giorni è sempre stato il desiderio e non il bisogno.  Bocchini per le note acute in realtà esistono, ma funzionano solo con gli acutisti

Offline Norman

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #2 on: March 28, 2021, 10:11:46 AM »
Che Chet fosse un signor trombettista anche tecnicamente è cosa che in tanti tendono a trascurare. Nelle registrazioni della prima parte della sua carriera si sente benissimo, poi si è sderenato, ma comunque rimango dell'idea che la sua ottima tecnica è il motivo per cui è riuscito a sopravvivere agli stravizi, se no non avrebbe mai avuto la seconda parte della sua carriera... Uno meno solido non ce l'avrebbe fatta.
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Offline fcoltrane

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #3 on: March 28, 2021, 10:22:58 AM »
 la penso alla stessa maniera.
Trovo particolarmente interessante la scelta di suonare un brano di Miles ed in particolare Milestones...
Come fa rilevare Rava indica l'ammirazione di Chet per Miles . questo fatto non è scontato per nulla considerato che molti li volevano contrapposti antagonisti......
poi mi colpisce il fraseggio di crome dritto sparato yeahhhhh.

Offline Zosimo

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #4 on: March 28, 2021, 10:31:52 AM »
Beh sai meglio di me che riviste , scrittori, case discografiche
Devono creare questa storie di contrapposizione
Un po' perché il pubblico le ama e un po'
Per creare le leggende metropolitane.
Vedere il conflitto Duke con il sassofonista hodges se non sbaglio cognome.
Non sapevo invece che quando per un pestaggio
Chet perse i denti e ovviamente non aveva 'na lira
Pagó tutto Dizzy (anonimamente) Chet lo scopri e per ringraziarlo
Dormi per 3 notti al gelo davanti a casa sua. N'gulash.
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Offline fcoltrane

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #5 on: March 28, 2021, 10:59:25 AM »
e si dici bene ed io condivido il tuo pensiero spesso i musicisti sono molto migliori di come vengono descritti.
E' anche vero che la continue contrapposizioni e "classifiche " possono avere un impatto anche nei confronti del musicista.
E' proprio Chet che in una intervista parla di enorme pressione dovuta al fatto dell'aspettativa di chi andava ad ascoltare il più grande trombettista al mondo.....
Oltre alla pressione che deve sostenere un artista alle difficoltà della vita, la difficoltà e l'impellenza della creazione dell'opera anche questa ulteriore pressione sollecitava di volta in volta i musicisti.
Ad onor del vero c'è da dire che in alcuni casi (rari secondo me ) questa pressione questa contrapposizione è servita alla musica........

Offline Norman

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #6 on: March 28, 2021, 02:25:03 PM »
Io questo bisogno di contrapposizione e classifiche non lo capirò mai... Una delle cose belle dell’arte è che non implica scelte esclusive, il fatto di ascoltare il tal musicista non ti impedisce di ascoltarne anche tanti altri magari molto diversi, e questo è vero oggi più che mai.

Purtroppo è chiaramente un’esigenza commerciale, Chet fin dall’inizio fu “venduto” come una sorta di chansonnier, per certi versi è vero, ma come tutte le etichette è riduttiva e banalizzante, così come sono spesso e volentieri banalizzanti gli stereotipi sul Chet uomo, per alcuni un opportunista, per altri il classico artista maledetto, per altri ancora solo un tossico, per altri ancora per contro una vittima. Probabilmente era tutte queste cose allo stesso tempo, così come tutti noi siamo molto più di quello che chiunque altro potrebbe dire se dovesse descriverci come persone.
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Offline Zosimo

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #7 on: March 28, 2021, 02:54:26 PM »
Ovviamente serve al mondo del business
L'etichetta . Io da tutto quello che ho letto, visto
Mi sono fatto l'idea che come uomo era un minchi#
Come artista , lo sai sono un chettino.
Poi arte e vita privata a volte fanno a pugni.
Althusser , strangolo' la moglie da quel giorno
Che famo ? Lo togliamo dalle storie di filosofia?
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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #8 on: March 28, 2021, 04:32:41 PM »
comincio a preoccuparmi perchè la penso esattamente come voi e su tutti i temi che avete affrontato.
(devo trovare necessariamente un elemento di diversità perché come sapete il pensiero unico anche se corrisponde alla rappresentazione della realtà non mi piace  ;D  ;D ;D)
forse l'unico elemento di diversità è che a volte la contrapposizione può far bene alla musica e racconto nuovamente un aneddoto .
Miles (che era un figlio di buon............) chiama da parte  B Marsalis  e gli dice minchia (perché un po era siciliano... ;D) sai che stai suonando davvero bene mi ricordi Trane, poi dopo poco chiama BoB Berg o Grossman  e gli dice lo stesso (sai ho detto una minchiata a Marsalis perchè quello che sta suonando davvero bene e mi ricorda Trane sei tu ;D ;D)
l'aneddoto più o meno lo ricordo così..... ma a prescindere dalla aggiunta scherzosa la contrapposizione tra i sassofonisti  che il trombettista creava nel suo gruppo un qualche effetto lo ha creato.
basta ascoltare  giovanissimi sassofonisti    nei dischi di quel periodo dove si alternavano ricordo Decoy tra gli altri.....


Con Zosimo invece non trovo alcun elemento di diversità ma posso solo aggiungere che è lo stesso Davis che descrive se stesso come un pezzo di merda nel rapporto ad esempio  con le donne ....
a volte purtroppo sei un grande musicista ma nella vita ti comporti male.
e Stendo un velo pietoso sul rapporto terribile in quel periodo di molti grandi musicisti con la droga (elemento questo che li spingeva a compiere atti da pezzi di merda)
forse l'unico che a detta di tutti riusciva a "comportarsi bene" anche da tossico perso era Trane , un a bontà caratteriale che superava anche gli effetti della droga.......

Offline Zosimo

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #9 on: March 28, 2021, 06:45:40 PM »
Anche Dexter Gordon.
Poi la sfiga, Clifford che non si faceva ando'
A morire in macchina perché stava andando
A cambiare tromba.
Ma il più simpatico e pulito di quel periodo
Rimane sempre Mr Gillespie che come sai
Si candido anche come presidente degli Stati uniti
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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #11 on: March 28, 2021, 07:54:53 PM »
qui leggo  con una martin  (non la saprei riconoscere)
si vede molto bene l'impostazione in quel periodo
yeaahhhh peccato sia breve....

Offline Zosimo

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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #12 on: March 28, 2021, 08:05:15 PM »
Si è una Martin
La riconosci dalle chiavi dell'acqua laterali. Anche se
L avevano altre trombe vintage in quegli anni
Suonava Martin. Filmato strano sembra in playback
Soprattutto quello cor corno avrà sbagliato palco :)
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Re: articolo di Rava su Chet
« Reply #13 on: March 28, 2021, 08:12:52 PM »
 ;D ;D ;D ;D il corno neanche lo avevo notato....
si però bellissimo si vede bene l'impostazione