Author Topic: i miei tesori  (Read 250 times)

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Offline Mauro 58

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Re: i miei tesori
« Reply #15 on: January 07, 2022, 09:30:22 AM »
Ciao, toro e fcoltrane.

Vi racconto un po’ più in dettaglio la mia esperienza: per me non è stato un problema di emissione o di meccanica dello strumento.
Il fatto è che, negli anni '80-'90, il sax aveva una grande popolarità nella musica leggera italiana: i vari Johnny Sax, Gil Ventura, Fausto Papetti (solo per citarne alcuni), avevano sempre diversi brani nelle posizioni alte delle classifiche.

Diversa era la situazione nelle grandi orchestre tedesche, dove i vari Max Greger, James Last, Bert Kaempfert, ecc., riuscivano a dare alle trombe arrangiamenti belli e complessi che valorizzavano gli ottoni rispetto alle ance (nei Paesi del nord-Europa c'è una grande tradizione musicale degli ottoni); ma noi eravamo nel calderone della musica leggera pop...

Io, che allora suonavo abbastanza spesso nei locali, avevo provato a replicare alcuni di questi brani con la tromba ma, ovviamente, non riuscivo ad ottenere lo stesso effetto (immaginate quale poteva essere la resa di un brano come "Feelings", che tutti avevano in testa nella versione di Papetti)...
Ragion per cui, all'inizio degli anni 2000, decisi di comprare un sassofono (ovviamente tenore, per non dover cambiare tutti gli spartiti e gli arrangiamenti che avevo).

Poi, però, col passare del tempo, mi resi conto che era stata solo un'infatuazione, e quindi dopo un paio d'anni misi a riposo il mio sax nella sua custodia. Per fortuna, nel frattempo, erano anche un po' cambiati i gusti musicali e si iniziavano a vedere in classifica anche gruppi come i Tower of Power, i Chicago, gli Earth Wind & Fire, ecc..

Come dice giustamente fcolt, suonare bene il sassofono (come per qualsiasi strumento) richiede uno studio dedicato e approfondito, che io non avevo.
E, come altrettanto bene dice toro, ci deve essere un "amore" per lo strumento, che per me non era corrisposto.

Io ho sempre amato la tromba e continuo tuttora ad amarla, anche se i risultati non sono mai stati oltre la sufficienza… Ma, per le mie venature narcisistiche, mi ritengo soddisfatto di ciò che ho avuto e di ciò che ancora ottengo da lei.

Scusate la logorrea ma, come spesso dico, quando mi prende a parlare, non finisco più...

:)
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Online Zosimo

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Re: i miei tesori
« Reply #16 on: January 07, 2022, 03:41:41 PM »
Parla parla, che siamo
contenti.
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Su questo forum, gli armonici sono talmente vicini  che tra un po' trombano.
L'anima del cambiar tromba ogni 2 giorni è sempre stato il desiderio e non il bisogno.  Bocchini per le note acute in realtà esistono, ma funzionano solo con gli acutisti

Offline fcoltrane

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Re: i miei tesori
« Reply #17 on: January 07, 2022, 05:16:17 PM »
bel racconto  pollices

Offline toro

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Re: i miei tesori
« Reply #18 on: January 09, 2022, 04:23:53 PM »
mio nipote Zo' mi chiese........

...solito pomeriggio di nebbia nella bassa,il Po corre lento,ed io il Giangi(famosissimo contrabbassista ,ma nessuno lo conosce)e  Lupo il clarinettista(poi perche' lo avremmo chiamato cosi' ancora e' da scoprire ,visto che somiglia ad una pecora),ci accingiamo ad abbuffarci all'osteria con i prelibati prodotti che il Dio maiale(inteso come bestia) ci rifornisce da quando siamo in fasce.Io ho acquistato una tromba sotto pressione dei due energumeni al mio tavolo(notare che per me le chiavi a quel tempo erano ancora il mazzo che apriva porta e cancelletto) ,i quali vorrebbero creare un piccolo gruppo musicale che poi negli anni nessuno avrebbe ricordato ,visto il livello tra l'appena sufficiente e lo scarso,ma che tante soddisfazioni personali e ricordi ,risate davanti ad un bel bicchiere di rosso ci avrebbe riservato.Il Giangi ,che si dava arie da consumato contrabbasista jazz,alza il bicchiere e come i piu'acerrimi carbonari dei famosi moti ,si stringe un patto di sangue rigorosamente con il vino rosso e si decide per fare il tour della musica costa est america,questa fu la prima volta che mi recai a new orleans ,e la prima non si dimentica mai.
Dopo questa piccola introduzione,quello che vi consiglio e' proprio fare il tour completo,perche' e' un avvicinamento a piccole tappe a quello che poi e' la nostra grande passione,partendo da new jork dove nella miriade di locali jazz vi consiglio lo Small  jazz club e il Bill's Place:direi questi piu' a misura per gente di campagna come noi tre,ma nulla vieta di svariare su qualcosa di piu' eccentrico(c'e' solo l'imbarazzo della scelta).Toccata e fuga passando a Baltimora,Philadelphia e  Washington D.C.,ci apprestiamo a visitare Nashville culla del country(a me non e' che gusta molto,ma vale comunque l'interesse ....pur sempre musica e'...) lungo la Record Row, troverete i migliori  locali della città.Raggiungiamo  Memphis citta' di Elvis dove e' rigorosa la visita a Graceland ,la villa del re del rock,il Sun Studio(si dice che qui  nacque il rock ‘n roll,poi sia vero non lo sa nessuno).Attenzione al Sun Studio agli scalini:scricchiolano e il pavimento al piano superiore sembra crolli da un momento all'altro,vedevo l'ora di terminare la visita(magari negli anni e' stato sistemato,ma ne dubito).Se vi interessano i problemi legati alla schiavitu' visitate Slave Haven Underground Railroad...toccante.In  Beale Street,troverete tutti i locali migliori per chi ama il genere.
Finalmente arriviamo a New Orleans,il Giangi quasi piange ,il Lupo se la sta facendo addosso,a me il cuore comincia a battere come un maratoneta:neanche il tempo di buttare gli zaini/valigia in un piccolo hotel economico e ci troviamo in  bourbon street,abbastanza caotica con locali che suonano 24 ore al giorno ,qualche gruppetto di ottoni i cui componenti suonano  come se fossero nati con tromba e trombone attaccati alle labbra,senso del ritmo superlativo....e questo era solo l'inizio...noi tutti a passo spedito ci stavamo dirigendo a Frenchmen Street dovei  locali  di spettacoli dal vivo sono molteplici e propongono dal jazz tradizionale al blues, al reggae e al rock . I locali frequentati negli anni sono stati tanti,ma quella prima vota ci recammo al Preservation Hall dove si suona  il tradizionale jazz di New Orleans, locale nato  nel 1961 .Qui si suona ogni notte jazz tradizionale seguendo l'evoluzione musicale della cultura jazz.Senza fini di lucro questo locale e' un posto per la comunita' a sfondo educativo.Poi i giorni seguenti un salto al The Jazz Playhous ,al Maison Bourbon Jazz,Palm Court Jazz cafe, Davenport Lounge,Snug Harbor Jazz Bistro.....negli anni successimi mi sono riservato altri locali come il Baccanale,il Dos Jefes Cigar Bar(attenzione qui si fuma ...)il Sweet Lorraine's e tanti altri.Insomma la citta' per chi ama il jazz.Non dimenticate una visita al museo Amstrong,al cimitero di new orleans(attenzione qui scippano) ,un giro in battello sul Mississippi ,la visita ai coccodrilli su gommone nelle paludi e soprattutto cacciate la 100 mila lire(anzi in lire sarebbero 200)per suonare in un funerale jazz,ci sono tanto di agenzie che ti prenotato il posto......insisto non perdetevi questa esperienza !Diciamo che e' piu una festa che un funerale.La seconda volta tornai per il carnevale (mardi grass),e per il tour guidato da prenotare in anticipo  sulla cultura voodoo(seguaci di Sanité DeDe,la prima regina voodoo,con museo annesso),ma qui mi dilungherei e ci vorrebbe un giorno per raccontare:ma siccome vi avro' anche rotto un po' i maroni con i ricordi di un anziano qui stacco.
bye


non puoi comprare la felicita',ma se compri una bici e una tromba, sei gia' a buon punto.....

Online Zosimo

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Re: i miei tesori
« Reply #19 on: January 09, 2022, 05:35:27 PM »
Grazie bel racconto.
Magari approfondisci il funerale
nel quale hai suonato 8)
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Offline fcoltrane

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Re: i miei tesori
« Reply #20 on: January 09, 2022, 06:24:34 PM »
bellissimo racconto mi sono ingolosito  pollices

Offline Mauro 58

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Re: i miei tesori
« Reply #21 on: January 09, 2022, 06:34:28 PM »
@toro

Grazie per il bellissimo racconto.
Anche io ho sempre avuto il desiderio di visitare New Orleans, ma per vari motivi non ci sono mai riuscito.
Volevo andarci nel 2005, ma fu l'anno della devastazione di Katrina e dovetti rimandare.
Poi ci sono stati altri imprevisti e infine il CoViD che da due anni in qua mi mette sempre il timore di non riuscire a tornare se dovessi partire...
Comunque, non perdo i buoni propositi e spero che prima o poi riuscirò ad andarci.
La prima cosa che farò sarà quella di mettermi alla ricerca di Shaye Cohn (la nipote di Al Cohn, il sassofonista) che adoro per il modo semplice e comunicativo che ha di suonare il dixieland con la sua band (Tuba Skinny), per poi andare a sentire Marla Dixon (altra brava trombettista dixieland) che insieme col marito che suona il banjo e la sua band (Shotgun Jazz Band) circola per i vari locali del quartiere francese...

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