Author Topic: Intervista a Giovanni Falzone  (Read 8274 times)

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Offline Zosimo

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Intervista a Giovanni Falzone
« on: November 04, 2009, 10:12:34 AM »
Salve trombati, continuano le mie interviste possibili. Questa volta le mie domande saranno rivolte a Falzone. Ovviamente sempre con il vostro aiuto, quindi fatemi sapere le domande che gli vorreste porre.
Se non sai cos'è, allora stai slottando, amico mio.
Su questo forum, gli armonici sono talmente vicini  che tra un po' trombano.
L'anima del cambiar tromba ogni 2 giorni è sempre stato il desiderio e non il bisogno.  Bocchini per le note acute in realtà esistono, ma funzionano solo con gli acutisti

Offline anrapa

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #1 on: November 04, 2009, 12:35:23 PM »
Conosco troppo poco questo trombettista per poter fare delle domande ma colgo l'occasione per ringraziarti per l'iniziativa!
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Offline Zosimo

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #2 on: November 04, 2009, 12:38:59 PM »
Grazie, almeno qualcuno si ricorda di me. Purtroppo se non sono acutisti e suonano 8 ottave sopra non interessano a  nessuno(tranne cesco ovviamente) smil
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Cesco

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #3 on: November 04, 2009, 01:11:33 PM »
...arriveranno a stretto giro un po' di domande: Falzone lo seguo ed ho tutte le sue uscite discografiche Soul Note (ha o aveva l'esclusiva)... dammi il tempo di riordinare le idee...

P.S.: comunque lui tecnicamente è una bomba, faceva classica e contemporanea e, visto i tiri nei suoi CD "jazz-oriented", non la manda certo a dire agli "acutisti" italioti e non  ;)

Offline Zosimo

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #4 on: November 08, 2009, 07:30:19 PM »
Se oltre a Cesco non c'è nessuno aspetto le sue domande e poi gli giro l'intervista. ;)
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Cesco

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #5 on: November 09, 2009, 09:42:25 AM »
- come è stato il passaggio tra musica colta (classica, contemporanea) al jazz? Sia dal punto di vista strettamente musicale che strumentale (acquisizione del linguaggio, tecnica specifica per l'articolazione ed il fraseggio jazzistico, ecc.)

- hai frequentato i  corsi di Umbria Jazz e Siena (per quanto mi è dato sapere) quando il tuo livello tecnico-strumentale era già al top: è stata una scelta legata alla conoscibilità del tuo talento ai massimi vertici jazzistici nazionali o sono esperienze che ti sono servite?

- hai (o avevi, non conosco la situazione attuale) un'esclusiva dicografica con la Soul Note: non ti limita professionalmente ed artisticamente questo tipo di approccio discografico (più simile al pop che al jazz)

- suoni ancora musica sinfonica?

- la suite sul terremoto che hai composto è stata un'esperienza che rifaresti? Non pensi di aver un po' destabilizzato il tuo pubblico che ti conosceva per le precedenti produzioni discografiche Soul Note, un po' più jazz-oriented?

- Non mi risulta tu abbia mai inciso uno standard jazz: è una scelta o una precisa linea discografica (intendo pubblicare esclusivamente brani originali)? Non nascondo che mi piacerebbe che incidessi un bel disco "Giovanni Falzone plays Standards"... Come lo vedresti?

- ti "alleni" sugli standard o li rifuggi come la peste?

- Sentendoti, ti avvicino molto a Dave Douglas, dal punto di vista dell'eccleticità strumentale e dei progetti originali e dalla volontà ferma di distaccarti dal mainstream più tradizionale: ti piace questo accostamento o ti va un po' stretto?

- trombettisticamente hai dichiarato più volte di non "avere limiti" (tecnicamente parlando), ci puoi spiegare cosa intendi e come hai raggiunto questo status?

 salut

Offline Zosimo

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #6 on: November 09, 2009, 09:54:22 AM »
Ricevuto boss soldat
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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #7 on: January 08, 2010, 05:33:50 PM »
L'intervista a Giovanni è quasi pronta. Scusate il ritardo ma gli artisti sono sempre pieni d'impegni e quindi solo grazie alla mia protervia riuscirò a pubblicarla a breve. ;)
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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #8 on: January 09, 2010, 03:36:06 PM »
SABATO 9 GENNAIO ORE 17:30 RADIO RAI 3 "Giovanni Falzone MOSCHE ELETTRICHE" Presentazione progetto AROUND JIMI HEDRIX G. Falzone tp electronics, V. Scrignoli chitarra, M. Tacchi bass, R. Tosi Batteria
Ascoltatelo se potete è l'esperimento di un ipotetico incontro tra Miles e Hendrix, che sarebbe dovuto avvenire realmente se Hendrix non fosse morto di overdose a Londra.
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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #9 on: January 20, 2010, 12:17:39 PM »
Finalmente ragazzi posso pubblicare l'intervista a Giovanni Falzone. Solo la mia protervia, costanza e rottura di ci siamo capiti poteva portare a termini questo lavoro. Giovanni è stato disponibilissimo sin dall'inizio ma purtroppo i suoi vari impegni hanno allungato un pò i tempi.
Ps: Ovviamente manderò il link a Giovanni cosi leggerà anche i vostri commenti.
Pss: Se tutto va bene ho un'altra chicca ;)
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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #10 on: January 20, 2010, 12:18:00 PM »
Ciao Giovanni, ecco le domande per l'intervista.
Iniziamo dalle origini e perchè ti sei avvicinato alla musica soprattutto alla tromba?
Fin da bambino ho sempre avuto una forte attrazione per la musica ma in realtà non ho mai intrapreso lo studio serio di uno strumento musicale fino all’età di diciotto anni. Tutto cominciò per caso quando mio zio, che dirigeva un gruppo di musica popolare ad Aragona (AG), mio paese d’origine, mi chiese di sostituire all’ultimissimo momento il suonatore di tamburo per le Novene di Natale. Fu in quell’occasione che ebbi un vero e proprio flash per la tromba. Chiesi al trombettista di farmela provare e da quel momento decisi che l’avrei voluto suonare

I tuoi primi passi li hai mossi in banda. Cosa ricordi di quel periodo? Secondo te è ancora una buona palestra per chi vuole iniziare e magari non ha tante opportunità?
Subito dopo le famose Novene di Natale, passate a suonare il tamburo ad orecchio, decisi di iscrivermi ai corsi della banda per imparare a suonare la tromba. Ricordo ancora quell’inizio con grandissima emozione. A distanza di parecchi anni posso con grande serenità affermare che imparare a suonare la tromba è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata nella vita. Dico ciò perché la tromba oltre ad essere lo strumento che amo mi ha anche insegnato la disciplina, la costanza, il sacrificio, la pazienza e tante altre cose che fino ad allora conoscevo poco. La banda musicale di certo rimane una delle realtà più importanti per chi vuole iniziare a suonare uno strumento musicale.

Dopo aver vinto il premio ''miglior talento Umbria jazz 2000'' ti sei esibito in una lezione concerto con Marsalis. Cosa ricordi di quella esperienza e soprattutto cosa ti ha colpito di Marsalis?
Conservo ancora un bellissimo ricordo di quella esperienza. Quei corsi a oggi risultano il mio battesimo per la musica jazz. Fino a quel momento avevo avuto solamente esperienza di musica classica e quell’anno, spinto da un grandissimo amore per la musica creativa, decisi di iscrivermi a quei corsi. Trovai un sacco di musicisti, tra allievi ed insegnanti, che mi diedero moltissimi stimoli e credo che fu proprio in quell’occasione che cominciai a pensare che la musica che volevo fare era proprio il jazz. Alla fine del corso ricordo che fui selezionato in un Quintetto per fare una lezione concerto al Teatro Morlacchi con Wynton Marsalis e ricordo ancora, come fosse ieri, quanto ne fui felice di farne parte. Wynton in quell’occasione è stato molto gentile perché io in realtà ero alle primùissime armi con il Jazz e mi ricordo che mi incoraggiò molto.

Oltre che un grande trombettista sei anche un grande compositore, come si conciliano queste due attività?
Mi definisco, semplicemente, un musicista che ama comporre e che racconta ciò che compone attraverso la tromba. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda ti posso dire che dentro di me composizione e trombettismo si conciliano perfettamente perché sono due cose che faccio quasi giornalmente (come scrivere un diario per chi ne ha la passione). Mi piace comporre aldilà delle commissioni o delle registrazioni: scrivo e basta, a volte pensando a dei gruppi specifici altre pensando esclusivamente alla musica. Mi è capitato di comporre in qualsiasi posto: treno, aereo, al mare, in montagna.. spesso senza neanche la presenza del piano. E’ semplicemente una cosa che mi piace fare!
 
Come è stato il passaggio tra musica colta (classica, contemporanea) al jazz? Sia dal punto di vista strettamente musicale che strumentale (acquisizione del linguaggio, tecnica specifica per l'articolazione ed il fraseggio jazzistico, ecc.)
E’ stato un passaggio naturale. Per molti anni mi sono dedicato, per parecchie ore al giorno, allo studio rigoroso della tromba e del repertorio classico. La ragione di tutto ciò non stava soltanto nel fatto che ovviamente mi piaceva farlo ma soprattutto nel fatto che avendo iniziato a suonare la tromba a 18 anni come se sentivo dentro di me il bisogno di dover recuperare il tempo che avevo perso ma quando nel 1998 mi fermai stabilmente nell’Orchestra Sinfonica di Milano, dopo circa due anni di girovagare per le orchestre d’Italia, cominciai a pensare che forse la musica che mi interessava veramente era la musica del novecento: Stravinsky, Bartok, etc... Attratto da questo tipo di repertorio e dalla musica creativa cominciai piano, piano ad avvicinarmi sempre più al mondo della musica creativa. Il destino volle che durante una seduta di registrazione con l’orchestra per la Decca, vidi sulla bacheca del conservatorio di Milano che quell’anno nasceva la classe di musica jazz. Ecco attribuisco a quell’anno 1999 il mio inizio con la musica jazz. Naturalmente la prima cosa con cui si scontra un musicista classico quando decide di approfondire il jazz è sicuramente il linguaggio, la pronuncia, il fraseggio.. e l’unico modo che hai, se veramente decidi di intraprendere il cammino, è quello di buttarti a capofitto sullo studio dei trombettisti jazz cercando dapprima di copiarli e poi pian pianino di sganciarti e magari, fondendo il tutto con le tue conoscenze, cercare di crearti un linguaggio un po’ più personale. Non sempre risulta facile quest’ultimo elemento ma credo che bisogna lavorare a questa cosa con grande passione e convinzione.

Hai frequentato i  corsi di Umbria Jazz e Siena  quando il tuo livello tecnico-strumentale era già al top: è stata una scelta legata alla conoscibilità del tuo talento ai massimi vertici jazzistici nazionali o sono esperienze che ti sono servite?
Frequentare i corsi, e te lo dice uno che li ha frequentati da quando ha iniziato a studiare, può avere una duplice funzione. Una è quella di crearti un po’ di confusione l’altra è la possibilità di avere a che fare con moltissima gente quindi tutto ciò può risultare una grande ricchezza per il tuo sviluppo musicale. Quando io ho frequentato i corsi, soprattutto mi riferisco a quelli di jazz, il mio livello strumentale era già a buono e quindi è logico che se io non avessi affrontato i corsi con grande umiltà avrei potuto pensare di non avere molto da imparare.. invece, e specialmente nel jazz, i requisiti strumentali sono importanti si ma non sono tutto. A volte c’è chi possiede 1/10 della tecnica che hai tu ma gli è sufficiente fare una nota per raccontare una grande storia. Ecco il jazz è anche questo! Io personalmente studio giornalmente perché mi piace avere più possibilità espressive possibili con il mio strumento e poi per me studiando giornalmente è come stabilire un rapporto costante con lo strumento che mi permette di esprimermi con più colori possibili, ma è anche vero che non è detto che per tutti valga la stessa regola.

Hai (o avevi, non conosco la situazione attuale) un'esclusiva dicografica con la Soul Note: non ti limita professionalmente ed artisticamente questo tipo di approccio discografico (più simile al pop che al jazz)
Si, ho avuto una esclusiva discografica con la Soul Note in passato ma questo non mi ha mai vincolato perché è stato un rapporto basato sulla progettualità e sulla musica e non sul busines come avviene nel pop. Purtroppo etichette che affrontano la produzione discografica con le modalità della Soul Note ne sono rimate, ahimé, veramente pochissime  in tutto il globo.

Suoni ancora musica sinfonica?
No, per una mia scelta ho chiuso definitivamente un capitolo importantissimo ma che ormai si è concluso del tutto. Ho solamente sostituito, per un’emergenza, dopo circa un’anno che avevo abbandonato l’orchestra, un mio collega che si era ammalato, nella Sagra della Primavera..
Oggi però continuo ad ascoltarla perché credo che sia una grande fonte di ispirazione.


La suite sul terremoto che hai composto è stata un'esperienza che rifaresti? Non pensi di aver un po' destabilizzato il tuo pubblico che ti conosceva per le precedenti produzioni discografiche Soul Note, un po' più jazz-oriented?
Earthquake Suite è uno dei lavori a cui sono particolarmente legato per diversi motivi: il primo è la forte emozione che mi aveva spinto a scriverlo e il secondo, e forse è questo il vero motivo dell’organico adottato, perché coincideva in pieno con la mia riflessione di abbandonare l’orchestra e la musica classica. Per me è assolutamente un personalissimo tributo ad una musica che mi ha insegnato tanto: la Musica Classica-Contemporanea
Infatti pochi mesi dopo ho concluso la mia esperienza con l’orchestra definitivamente.




Non mi risulta tu abbia mai inciso uno standard jazz: è una scelta o una precisa linea discografica (intendo pubblicare esclusivamente brani originali)? Non nascondo che mi piacerebbe che incidessi un bel disco "Giovanni Falzone plays Standards"... Come lo vedresti?
Non ti nascondo che è un mio desiderio da sempre. Adoro gli Standards, sono i brani con cui tutti i jazzisti, chi più chi meno, si sono confrontati nel jazz. Io personalmente da qualche anno a questa parte sono la cosa che di più amo suonare giornalmente.. quindi credo che non appena sarà arrivato il momento giusto  un bel disco sugli Standards mi piacerebbe proprio realizzarlo.

Come sono le tue sessioni di studio?ti "alleni" sugli standard o li rifuggi come la peste?
Credo di avere già risposto sopra a questa domanda.

Sentendoti, ti avvicino molto a Dave Douglas, dal punto di vista dell'eccleticità strumentale e dei progetti originali e dalla volontà ferma di distaccarti dal mainstream più tradizionale: ti piace questo accostamento o ti va un po' stretto?
Stimo molto Dave Douglas anche se allo stesso tempo sento che le nostre sensibilità sono molto diverse. Mi piace il suo approccio alla musica ma meno l’idea del suono.. ma penso sia giusto cosi. Ognuno deve coltivare le proprie idee senza necessariamente finire per imitare gli altri.

trombettisticamente hai dichiarato più volte di non "avere limiti" (tecnicamente parlando), ci puoi spiegare cosa intendi e come hai raggiunto questo status?
Non so dove tu abbia letto questa stupidata! Altrochè, ne ho eccome! Ti ho detto fino ad ora che studio giornalmente. Credi che se pensassi veramente ciò passerei le mie giornate a studiare? Di limiti ne ho e credo che continuerò ad averne.. Certo molti li ho superati con lo studio costante ma tutti noi abbiamo limiti e sarebbe un guaio se fosse al contrario!! I limiti servono!!!

Tra i trombettisti si da molta importanza all'impostazione, panacea di tutti mali soprattutto per avere un'ottima estensione. La tua qual'è e secondo te è cosi importante?
Si, l’impostazione è importantissima. Non c’è secondo me una ricetta per l’impostazione perfetta. L’importante è avere un buon allineamento delle labbra (pericolosissimo accavallarle) e soffiare nella maniera corretta. Si, l’aria è il segreto di uno strumento a fiato. So che può sembrare talmente banale ma purtroppo nella maggior parte degli allievi che incontro io spesso il problema è questo.

Quali sono i tuoi jazzist o musicisti guida  a cui ti sei ispirato?
Non ho avuto un unico modello a cui ispirarmi. Mi piacciono i musicisti che oltre a saper suonare hanno dato un grande contributo compositivo alla musica: Monk, Parker, Davis, Mingus, Coleman. Non necessariamente trombettisti.


Se avessi a disposizione una macchina del tempo in che anno vorresti tornare e per salire sul palco con chi?
Eh… e come si fa a scegliere? Credo che mi piacerebbe trovarmi a New York ai tempi di Bird e Dizzy!

Se dovessi approdare nella famosa isola deserta quali cd porteresti con te? (max 3-5)
Domanda difficilissima! Ci provo: La Sagra della Primavera, Romeo e Giulietta di Prokofiev, Something Else di Ornette Coleman, Kind Of Blue, Sonic Boom di Lee Morgan.





Ai giovani che voglio avvicinarsi al mondo della musica e del jazz come professione quale consiglio daresti?
Dare consigli non è mai cosa facile però l’unica cosa che mi sento di dire, a chi si avvicina alla musica come professione, è di farlo con la massima serietà e convinzione. Non è mai facile fare la professione del musicista jazz ma con grande impegno e facendo qualche rinuncia si può fare. 

Come vedi attualmente la situazione in Italia dal punto di vista Jazzistico si sta evolvendo o soffre ancora di complessi di inferiorità con altre parti del mondo?
E’ una situazione paradossale perché da un lato c’è una grande crescita di musicisti e festival dall’altro noto, specialmente da parte delle istituzioni, che c’è una scarsa attenzione nei confronti dei progetti originali e dei musicisti che a fatica fanno di tutto per proporre cose non convenzionali.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
E’ in uscita per la CAM Jazz ( www.camjazz.com ) un mio speciale tributo a Jimi Hendrix “Storia di Un Incontro Immaginario” tra Hendrix e Davis.


Conosci qualche giovane trombettista o sentito che secondo te farà molta strada ma ancora è poco conosciuto?
Credo che nel mondo ci siano continuamente talenti che nascono.. Purtroppo molto spesso i riflettori sono puntati sui grandi nomi e così risulta un po’ difficile individuare facce nuove.

Per finire una domanda da trombettisti. Che tromba/e e flicorno usi? quale/i bocchini?
Uso una tromba Selmer TTM con Bocchino Monette B4.

Un saluto agli amici del forum.
Un caro saluto a tutti gli amici del forum. Grazie per aver scelto di condividere queste poche righe. Abbracci.
Giovanni
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Offline Amarilly

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #11 on: January 20, 2010, 12:37:27 PM »
Bravo Zo', bella intervista!  pollices

Offline ataru

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #12 on: January 20, 2010, 12:44:07 PM »
grande Zosimo , bella intervista .
Speriamo  che qualcuno legga attentamente  fenomen

Cesco

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #13 on: January 20, 2010, 01:11:17 PM »
Benone Zosimo, bravo!  ;)

Offline Zosimo

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Re: Intervista a Giovanni Falzone
« Reply #14 on: January 20, 2010, 01:36:02 PM »
Grazie a tutti(punticini per me) :D
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