Author Topic: Resistenza parziale e resistenza totale  (Read 102 times)

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Offline Wheat

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Resistenza parziale e resistenza totale
« on: January 09, 2021, 06:21:57 PM »
Faccio questo mio primo post su un argomento che non mi sembra essere stato trattato nel forum.
I termini li ho "inventati" ora per aiutarmi a spiegare meglio.
Resistenza parziale: Resistenza nel suonare un pezzo, un concerto o uno studio da capo a fondo
Resistenza totale: Suonare per 2-3-4 ecc. ore di seguito.
La domanda che vi pongo è se secondo voi queste due cose sono strettamente connesse o meno.
Ad esempio io riesco a suonare tranquillamente per lunghi periodi di tempo (dopo ad esempio 3 ore inizio a perdere estensione), ma trovo molta difficoltà nella resistenza su uno studio.
Ad esempio, se devo affrontare uno dei 14 studi caratteristici dell'arban, vado molto in difficoltà, ciò che si stanca particolarmente è il labbro che verso la fine diventa molle, perdo in suono e soprattutto in estensione (che aimè, è un mio problema). Con una pausa anche di soli 10 secondi però, riprendo di nuovo a suonare come prima senza nessun problema.
Al contrario però, che io inizi quello studio subito dopo il riscaldamento, o dopo aver suonato 3-4 ore, sempre in quello stesso studio, il mio "problema" inizia sempre più o meno dallo stesso punto.
Aspetto vostre risposte su questo quesito.  ;D

Offline fcoltrane

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #1 on: January 09, 2021, 07:00:21 PM »
Penso di poter dire se ho compreso bene che non ho neanche un quarto  della tecnica che hai tu ma provo a risponderti lo stesso perché sono un buon ascoltatore ed alcuni aspetti si presentano inesorabilmente per tutti. (tranne rarissime eccezioni)

Fai un confronto tra due condizioni che sono omogenee solo in parte.
Basta paragonare il modo che hai di studiare durante le tre ore, ed invece il momento in cui affronti uno studio.

Ti faccio un esempio concreto prendendo spunto solo dal primo studio che indichi.
16 note a battuta con un andamento che supera l'ottava (per ogni battuta ) e con una certa articolazione staccato legato.
(già questo prevede un certo livello tecnico).
poi c'e l'aspetto tempo precisione e presa di fiato a tempo.
(ed anche questo prevede un certo livello tecnico).
poi c'è il modo di interpretare il brano dal punto di vista della dinamica.

dal mio punto di vista la vera difficoltà è riuscire a suonare sempre con l'attenzione necessaria ad uno studio come questo.
e cercando di capire quali sono le difficoltà e affrontandole singolarmente. (da questo punto di vista ho seguito alcune lezioni di m Pierobon che sono state illuminanti).

ps. io posso stare a suonare anche 8 ore di fila ma dipende da cosa e da come.
se suono un intervallo di una terza nel registro centrale e prendendo tutto il tempo che vogli per respirare è un conto se gia desidero suonare una quinta o una ottava magari cromaticamente o arpeggiando è altro conto.

ps. sono appassionato di jazz ed oggi leggevo una trascrizione di un musicista su There will be... e riflettevo tra me e me ma quando cavolo prenderà il secondo respiro........e le battute scorrevano .......era Arturo Sandovall un fraseggio leggero e veloce
....

 





Offline Wheat

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #2 on: January 09, 2021, 07:09:09 PM »
Concordo pienamente con quanto dici tu. Ad esempio, una mia difficoltà sta nell'estensione, che vuoi per colpa di cattivi insegnamenti ricevuti in passato, uniti anche ad aver avuto un apparecchio ai denti con cui ho suonato fino a circa 5 anni fa, è diventato, oltre che un problema tecnico, anche psicologico. Avendo tutto questo tempo di studiare, ad esempio, ho notato che suonando fino ad un sol alto, posso suonare anche 5-6 minuti con la tromba attaccata alla bocca, invece, appena si passa già a un la, il tutto si complica. Probabilmente la resistenza dipende non solo dalla lunghezza del brano, ma anche da altri fattori che vanno ad influire (non mi sembra di aver scoperto l'acqua calda riguardo questo aspetto). Ciò che personalmente mi preoccupa, è che mi stanco molto sul labbro e poco-nulla sugli angoli, simbolo che probabilmente sulle note alte, presso molto (anche se a me non sembra) e quindi consumo molta energia. Conseguentemente, sempre per questo motivo, non riesco ad aumentare la mia estensione che si ferma praticamente a un do (che però non riesco ad uscire dal cappello nei momenti di bisogno, e quindi è una nota non mia).

Offline fcoltrane

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #3 on: January 09, 2021, 07:43:50 PM »
oggi ascoltavo un bambino  di 12 anni che suonava con apparente facilità sino al al fa acuto. (Maurice Mao oggi credo abbia qualche anno in più.)
lui è la prova che si può suonare sin lassù senza fare il minimo sforzo (teoricamente)
come faccia praticamente per me è un mistero perchè non  ho tecnica ed utilizzo il "principio castrante"  comprimi l'aria per salire.
Posso dirti che sono stati molto utili per me alcuni consigli uno dato da Charlie Porter che lo ha appreso da un allievo di Caruso,
"Quando sali prova a ridurre il volume via via che sali" nello studio degli armonici legando..
c'è un bellsissimo esempio dove suona gli armonici  e prova prima l'esempio negativo comprimendo l'aria (esempio nel quale mi ritrovo molto) e poi l'esempio positivo legato continuo con una riduzione del volume.
Come ci riesca ancora per me è un mistero perché se non comprimo l'aria il mio suono sul registro alto tende a perdere il supporto.
Qui nel forum troverai musicisti molto in gamba che ti sapranno dire di più io sono autodidatta  e purtroppo sono ad un punto che avverto  enorme differenza tra quello che sento dal punto di vista della produzione del suono (medio buono tendente al medio )  e quello che so del procedimento per produrlo  (medio scarso tendente allo scarsissimo).

Offline Wheat

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #4 on: January 09, 2021, 08:20:06 PM »
Quello che dici tu, ovvero ridurre la quantità di aria velocizzandola, è un principio della scuola ex francese, ora tedesca (hofs ecc. per quanto riguarda il classico). Io l’unico metodo che trovo maggiormente utile per salire è proprio questo. Il problema è che certe volte, quando ad esempio tocco un do acuto, è che mi esce brutto, sembra che ci siano altre vibrazioni quasi. Se invece soffio “di forza”, non esce niente.
Aspetto magari i commenti di anrapa, norman ecc. che mi sembra essere tra i più attivi del gruppo, e forse hanno qualcosa in più da consigliarci :)

Offline fcoltrane

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #5 on: January 09, 2021, 08:46:00 PM »
questo è il video  a 2 39 l'esempio che dicevo.
http://www.italiantrumpetforum.it//index.php?topic=12566.msg128079#msg128079
l'insegnante dal quale lo ha appreso è Dominic Derasse un trombettista attivo a new york ed ha studiato con Caruso.
non so quale scuola sia poco importa la qualificazione perché non so come fare .
Sospetto che la tecnica sia la stessa in una certa misura insegnante da Adam Rapa e comporti il movimento della lingua per velocizzare l'aria senza amumentare la pressione ma non ho idea di come si faccia.
Io da sassofonista sono portato a spingere in maniera tendenzialmente costante per tutta l'estensione dello strumento ma con la tromba già la seconda ottava è un problema il mio migliore sempio e come questo che suona Porter in negativo quando forza i suoni comprimento l'aria .
E quindi  lavoro per togliere supporto della colonna d'aria  cercando di produrre suono sussurrando non spingendo.

Offline Wheat

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #6 on: January 09, 2021, 08:58:45 PM »
sisi, lo ho visto proprio qualche giorno fa, apparsomi per caso. Lui se non erro ha studiato proprio al conservatorio di Parigi comunque. Riguardo la lingua, io non ci penso, mi rendo conto che si alza sola e basta. L'unico caso in cui la penso, è sui trilli dove diventa fondamentale. Ma se pensi alla lingua (almeno per quando riguarda me), non riesci molto. Per quanto mi riguarda, flessibilità ecc. le faccio pensando a fluidità e suono. Un trucco invece per quanto suono qualcosa di normale, è usare le vocali delle note stesse, indipendentemente se acuto o meno. Non so cosa succede, ma la lingua in continuo movimento a me aiuta su articolazione (sia staccato che legato) e su tutto. La maggior parte delle cose che faccio, sinceramente parlando, mi vengono quasi naturali senza nemmeno impiegarci chissà tanto studio. Molte cose non so nemmeno come riesco a farle e mi sorprendo di me stesso. L'unica cosa che mi preoccupa è sta benedetta resistenza nel corso dello studio stesso, e ste note acute, che secondo me sono diventate nel tempo un problema "mentale" e da allora, pur di prendere qualcosa, avrò sicuramente iniziato a pressare sul labbro sputtanandomi tutto. Non a caso, il mio maestro, e credo che molti (leggendo altri argomenti inerenti al forum), cercano di sviluppare nei nuovi allievi l'estensione fin da subito. Io purtroppo ho iniziato con l'apparecchio e con gli insegnamenti di mio papà (clarinettista). E la cosa che fa ridere, è che i suoi insegnamenti sono molto più vicini a quelli del mio attuale maestro, rispetto al primo maestro che ho avuto in conservatorio e con cui non condivido praticamente nessun principio. (Crescendo, non trovo nessuna scuola vicina MINIMAMENTE ai suoi principi).
Gola chiusa sulle note acute, attacco respirando ed entrando in "apnea", ovvero aspettare 1 o 2 secondi prima di attaccare e per prendere le note acute, studiare sui "fischi". Quindi vi lascio immaginare che lavorone nel corso di 3 anni per cercare di rimuovere cose sbagliatissime (almeno dal mio punto di vista).

Offline Norman

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Re: Resistenza parziale e resistenza totale
« Reply #7 on: January 10, 2021, 08:19:07 AM »
Ciao, per quanto posso capire da quello che dici, è molto probabile che i limiti di resistenza ed estensione che lamenti siano dovuti ad inefficienze legate al tuo passato percorso. Per esperienza personale posso dirti che ci vuole del tempo per ricostruirsi sulle basi corrette e, soprattutto, per liberarsi degli automatismi sbagliati. Per fortuna mi sembra di capire che ora sei seguito meglio, devi solo avere pazienza. L’importante è che tu veda una tendenza positiva nel lungo periodo. Per me ci sono voluti svariati anni, ma io ero messo veramente male e non avevo alcuna predisposizione particolare per lo strumento, quindi auspico che per te le cose evolvano più velocemente.

Certo è disarmante dover constatare che ci debbano essere problemi di questo genere proprio bei conservatori... Ma tant’è, la situazione della didattica in Italia ormai la conosciamo di troppo bene.
Taylor X-Lite - AR Resonance MC 40/8 Monette B6S1 Prana 17/84 B4LS S1 Prana 21/81
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