Author Topic: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza  (Read 23600 times)

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Offline eugeniovi

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #150 on: October 04, 2010, 01:42:13 PM »
a Norman viene un coccolone: il giass e' greco.....  :D

 sbellicars

Offline eugeniovi

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #151 on: October 04, 2010, 01:53:19 PM »
,
.

questo suo canto, sembrava per capirci un canto musulmano sul blues o viceversa.
Ecco la provenienza delle blue note e il sound-blues
Poi mi sembra anche interessante la sequenza degli armonici scoperti da Pitagora:
do, do, sol, do, mi, sol, Sib,ecc.. cioè diventa
un accordo di dominante, lo stesso accordo predominante nel blues.

Forse il coccolone potrebbe venire a Marsalis.  L'altro giorno sentivo un canto dei primi  del 900 delle mondine vercellesi e mi sembrava di cogliere My favorite things ,altro che africanità  ;D Scherzi a parte, mi sembra che oramai le origini, le preorigini, le pre pre origini siano chiare a tutti, poi se mettiamo in campo la teoria degli archetipi  allora tutti abbiamo contribuito a 'far giass' (licenza di DarioT)

Offline DarioT

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #152 on: October 04, 2010, 02:00:58 PM »
.... poi se mettiamo in campo la teoria degli archetipi  allora tutti abbiamo contribuito a 'far giass' (licenza di DarioT)

effettivamente ricordo mio nonno che canticchiava "trita el giass coel cu'....."
it's time to play some "D"

Offline eugeniovi

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #153 on: October 04, 2010, 02:10:23 PM »
effettivamente ricordo mio nonno che canticchiava "trita el giass coel cu'....."

Questa è super   sbellicars

Offline Norman

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #154 on: October 04, 2010, 02:50:57 PM »
a Norman viene un coccolone: il giass e' greco.....  :D

Infatti in origine si chiamava Yassos. Le similitudini tra Jazz e Sirtaki mi paiono evidenti!  sbellicars

Scherzi a parte, rispondendo allo spunto di paolotrettel, il fatto che la pentatonica sia comune a così tante culture è molto interessante. Riposto l'interessante video di Bobby McFerrin proposto tempo fa qui sul forum.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ne6tB2KiZuk[/youtube]

La musica è prima di tutto un fenomeno fisico, fatto di vibrazioni a diverse frequenze, di rapporti di frequenze che il cervello (attraverso l'orecchio, ma molto probabilmente non solo) riconosce in maniera intuitiva. La pentatonica è fondamentale perché racchiude tutti i principali rapporti matematici di frequenze. E' un discorso davvero interessantissimo!

Però è sempre un discorso di struttura, ma la struttura poi va riempita di sostanza, di significato, ed è qui che si vede un'altro aspetto affascinante, il modo in cui strutture simili sono state usate da diverse culture in maniera a volte radicalmente differente. Il modo in cui i neri americani (o per dirla con Farka Touré, i neri che vivono in America) hanno utilizzato le strutture e gli strumenti musicali dei bianchi è assolutamente originale, e profondamente influenzato dallo spirito che gli derivava da millenni di tradizione africana.
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Offline Valejazz

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #155 on: October 05, 2010, 12:31:52 PM »
Riferendosi allo 'spirito' direi che Norman non sbaglia, quello rimane puramente africano, almeno fino ai tempi del Bebop.

mmm no non sono d'accordo, gli esempi di contaminazione sono infiniti e da prima del jazz, per gli afroamericani poi era materialmente impossibile mantenere uno spirito "puramente" africano, ma hanno certo conservato alcune caratteristiche essenziali (analizzate in The Power of Black Music) che sono alla base di jazz blues ecc ma lo spirito dei vari coloni e immigrati europei, anche se in misura minore, è del tutto presente sin dagli albori, fondendosi in modi spesso assai complicati con quello africano.


Offline eugeniovi

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Re: Jazz, Africa, Occidente, forma e sostanza
« Reply #156 on: October 05, 2010, 02:11:55 PM »
mmm no non sono d'accordo, gli esempi di contaminazione sono infiniti e da prima del jazz, per gli afroamericani poi era materialmente impossibile mantenere uno spirito "puramente" africano, ma hanno certo conservato alcune caratteristiche essenziali (analizzate in The Power of Black Music) che sono alla base di jazz blues ecc ma lo spirito dei vari coloni e immigrati europei, anche se in misura minore, è del tutto presente sin dagli albori, fondendosi in modi spesso assai complicati con quello africano.

La contaminazione è evidente e non può essere negata visto che ai poveretti oltre che alla libertà fisica era stato negata anche quella culturale. Ma lo'spirito' non si può imprigionare e per quello concordo con Norman, lo 'spirito' rimane puramente africano. Ciao