Secondo me il jazz sta' pagando il prezzo della scontatezza delle improvvisazioni che sono povere nella parte interpretativa dell'improvvisazione... Agli inizi la musica si faceva eseguendo un brano, poi per evitare la ripetitività delle esecuzioni, si è passati agli arrangiamenti ed interpretazione dei brani, ma anche questo tipo di esposizione , una volta ascoltato l'arrangiamento aveva la sua ripetitività. Si è infine passati all'improvvisazione di un brano con o senza l'esposizione del tema., arricchito nel tempo da una qualità tecnica via via crescente che , in generale , ha tolto i " fari " all'interpretazione improvvisativa. Via via che il livello della tecnica si è uniformato, la povertà dell'interpretazione improvvisativa si è fatta evidente, ed anche la pura ed accattivante improvvisazione tecnica è andata a scadere in una sorta di ripetitività delle improvvisazioni che sembrerebbero andare bene su qualsiasi brano...
Personalmente non riesco a riconoscermi in questa generalizzazione, anche perché, se pur ne muoia uno ogni due mesi, sono ancora in vita e in attività svariati esponenti che erano attivi anche negli
anni d'oro del jazz
Che la musica cambi col passare del tempo è sempre stato così e vale per tutti i generi musicali;
anche se andiamo a paragonare la musica ai tempi di Luis Armstrong a quella di Miles Davis degli anni '70
ci sono delle differenze importanti, ma oggi a nessuno verrebbe in mente di dire che la musica degli anni '70
ha ucciso quella degli anni '30.
I linguaggi semplicemente evolvono e traggono spunto dalla cultura in cui nascono e vivono,
e quindi cambia il modo di comporre, di eseguire e di improvvisare, utilizzando tutti gli elementi nuovi
che via via si rendono disponibili.
Oggi dipingere, scolpire, scrivere opere letterarie come lo si faceva 100 anni fa forse non avrebbe un gran senso,
e chi lo facesse anche molto bene non verrebbe definito un artista innovatore e al passo col proprio tempo,
ma solo un interprete di uno stile del passato.
Non è vietato per carità, e nella prassi esecutiva della musica classica per esempio è considerato normale
che un giovane pianista di talento si affermi e costruisca la sua carriera che so, con musica composta 200 anni fa.
Il jazz però, in quanto musica del '900, è sempre stato differente: è nato già mettendo in commistione elementi culturali
differenti tra loro e ha continuato a fare questo nei decenni successivi. Ogni volta che incontrava nuovi elementi li assimilava
e generava nuove varianti, e così cambiava il modo di scrivere, di arrangiare, di suonare e di improvvisare.
Ovviamente negli anni '80 (e anche dopo) c'era chi contestava a Miles Davis il suo modo di suonare e produrre musica
di quel tempo, definendolo
poco jazzistico, però ancora oggi mi chiedo quanto sia e sia stato sensato e opportuno
fare obiezioni di tipo stilistico a chi realizzato, anche mettendo da parte Kind of Blue, alcuni dei più importanti album
della storia del jazz ed esempi di evoluzione del linguaggio.