Author Topic: Il Jazz è morto?  (Read 522 times)

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Offline eugeniovi

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Il Jazz è morto?
« on: January 14, 2026, 03:09:04 PM »
Un saluto a tutti i (rari  )) forumisti sopravissuti  :). Posto due titoli di libri che se fossi un musicista Jazz mi farebbero perlomeno ad abozzare un po' di scongiuri:
https://www.odoya.it/musica/683-blue.html
https://www.arcanaedizioni.com/prodotto/jonis-bascir-il-jazz-e-morto-ipotesi-per-una-musica-nuova/
Il primo l'ho quasi letto,  l'laltro no. Devo dire che di quello che ho letto non sono proprio  d'accordo . Teorie 'forzate' per darsi ragione, anche se qualcosa di vero c'è ma è tipo l'acqua calda.
Qualcuno ha opinioni in merito sia alla presunta dipartita del Jazz che ai due testi? Ciao
« Last Edit: January 14, 2026, 03:40:04 PM by eugeniovi »

Offline dirtysound

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #1 on: January 15, 2026, 04:05:56 PM »
Il mio pensiero è che bisogna fare uno sforzo per capire come le persone comunichino (anche musicalmente) fra loro. Il modo di "sentire" e comunicare (che accomuna le persone ) potrebbe essere differente fra le generazioni... Anche musicalmente....
In generale però mi viene da dire che se si toccano le corde giuste questi gap sono superati e generi e nuove proposte ecc. sono riconosciuti  e arrivano ugualmente, è solo una questione di tempo...mi verrebbe da dire che è un qualchecosa che si avverte e che arriva quasi sempre prima della ragione...L'Idea , quando c'è, si fa strada sempre, anche quando è informe...ma l'idea nasce dentro di se e se è valida/profonda , essa verrà riconosciuta, perché dovrebbe smuoverti qualcosa dentro, farti provare un'emozione, farti venire un punto di domanda , di curiosità.... dovrebbe quindi.... essere riconosciuta.... ( anche se potrebbe non essere condivisa )... e tutto ciò , per il mio punto di vista, si riconduce ad una " profonditàdel sentire...(condivisa ?)... il saper cercare dentro di se un' emozione...
...Sappiamo cercare dentro di noi ? ...
Il tuo/vostro punto di vista ?
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Offline iMaurizio

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #2 on: January 16, 2026, 10:36:00 AM »
Non conosco i libri, che potrebbero essere interessanti, e comunque trovo difficile commentare il postulato su cui si basa il loro titolo senza averli letti.

Direi che la questione dipenda anche da cosa intendono attualmente per Jazz, termine che nei decenni penso si sia ampliato notevolmente, e quindi da quale sarebbe secondo loro il Jazz che è morto.

Certamente la musica non si è fermata, e proprio nella terra dove il jazz è nato e si è sviluppato ci sono tantissimi esponenti che portano avanti progettualità musicali diverse dal jazz degli anni 50/60/70/80/90 ma che hanno dentro molti ingredienti culturali, grammaticali, linguistici che derivano da quei periodi.

Senza contare il modo in cui il Jazz del vecchio millennio ha influenzato anche la musica negli altri continenti.

Offline Zosimo

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #3 on: January 18, 2026, 04:21:35 PM »
Grande zio eu Z continua a postare.
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Offline dirtysound

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #4 on: January 18, 2026, 07:09:17 PM »
Il jazz si è sviluppato negli anni in tante tipologie e non nego che orientarsi fra le diverse tipologie, non sia affatto facile, specie per un neofita. Giustamente la domanda sorge spontanea : ma a quale tipologia di jazz ci si riferisce, quando si da' un titolo  del tipo:
 il Jazz è morto ?
....O questo tipo di titolo deve essere riferito ad una radice comune a tutti i tipi di jazz ? .... E se così fosse qual'è questa radice comune che si è voluta evidenziare ?

Prima di rispondere a questa/queste domande però bisognerebbe avere chiare le diverse tipologie di Jazz e le loro differenze.

Io stesso a volte avrei voluto comprendere meglio le differenze tra alcune tipologie di jazz ma spesso leggendo le definizioni che vengono date e lette  o a volte attribuite a dei musicisti (.... ed ascoltati... ) non è che mi sia riuscito bene alla fine a comprenderne  le differenze...... A volte il jazz mi da l'impressione di assomigliare alla medicina, tante branche , dove non è sufficiente essere medici ma per capire una branca devi essere specializzato in quella branca...Il parere di chi  " non è specializzato " non conta sufficientemente ed equivale quasi a " ...zero... ". E ,aggiungo, che nel jazz , a volte anche sentire parlare chi ci vive nel ramo non è che si abbia l'impressione di chissà quale chiarezza abbia in testa in termini di definizioni o nel saperle dare e /o spiegarle...
Si potrebbe dire : ascolta... certo, ma non è che puoi ascoltarti tutta la discografia mondiale ,.... senza contare che un artista nel tempo potrebbe pure evolvere tra i diversi stili... Per capire i fraseggi di un singolo brano spesso si ha necessità di ascoltare, riascoltare e ascoltare ancora...in particolare certe tipologie di brani. Sono passato da un negozio di musica, mediamente un cd singolo viaggia intorno ai 22 - 25 euro, ..e trovi solo gli artisti più gettonati.... figurarsi a trovare quelli di avanguardia o di qualche tipologia di jazz in particolare...Quanti soldi ci vorrebbero per ...istruirti , comprando CD ? ... ma sopratutto chi potrebbe indirizzarti ? Le riviste jazz sono quasi sparite del tutto ed i siti specializzati sono quasi del tutto sconosciuti ai più...Non nego che a volte si abbiano pure dei dubbi sui critici musicali,... e qui mi riallaccio a quanto detto prima : 1) se non sei musicista e 2) " specializzato " in quella branca che peso può avere quel giudizio/critica ? Non sto' dicendo che si debba essere per forza musicisti per capire la valenza di un brano o di un artista, alla fine possono anche bastare delle buone orecchie  e finezza nell'ascolto, ma credo che certe sfumature a volte possano essere colte solo da chi suona, e suona in particolare quella tipologia di jazz....
Non sarebbe cattiva l'idea di aprire un post in Jazz e oltre dove vengano elencate e possibilmente spiegate, in via generale, le varie tipologie di Jazz e indicati brani e artisti di riferimento, mi sembra che sia un post che manchi.... ( non uscitevene "solo" con l'indicare qualche titolo di libro a cui eventualmente fare riferimento.... ( Chi sarebbe sarebbe/saprebbe svilupparlo ? Zosimo, eugeniovi ?    ;) :))
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Offline iMaurizio

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #5 on: January 19, 2026, 02:20:31 AM »
Esiste un articolo su Wikipedia che è abbastanza esaustivo

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_jazz


Ma non penso (o almeno mi sento di escludere) che i libri in questione si riferiscano ad un periodo particolare o ad un sottogenere specifico per definirlo morto o morente.

Mi aspetto che la riflessione sia più riferita all'estetica, alla semantica e la funzione sociale che ha oggi ciò che attualmente viene chiamato jazz.

Offline Zosimo

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #6 on: January 19, 2026, 09:09:33 AM »
Dirty per ora non ho voglia, ma lo farò
Vediamo se inizia zio eu.
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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #7 on: January 19, 2026, 01:40:19 PM »
Grazie iMaurizio in effetti il link che hai postato è abbastanza esaustivo ( e forse non varrebbe la pena di iniziare un post...) rispetto a quando lo avevo letto una prima volta, parecchio tempo fa , è stato aggiornato e rifinito molto meglio.
Detto questo vorrei portare questa riflessione, per certi versi, secondo me abbastanza ovvia per certi aspetti.
Secondo me il jazz sta' pagando il prezzo della scontatezza delle improvvisazioni che sono povere nella parte interpretativa dell'improvvisazione...Mi spiego meglio ( in maniera molto semplificata), come la vedo: Agli inizi la musica si faceva eseguendo un brano ( ritenuto bello ed interessante ), poi per evitare la ripetitività delle esecuzioni, si è passati agli arrangiamenti ed interpretazione dei brani, ( arrangiamenti eseguiti dopo l'esposizione del brano o ex novo), ma anche questo tipo di esposizione , una volta ascoltato l'arrangiamento aveva la sua ripetitività. Si è infine passati all'improvvisazione di un brano con o senza l'esposizione del tema., arricchito nel tempo da una qualità tecnica via via crescente che , in generale , ha tolto i " fari "  all'interpretazione improvvisativa. Via via che il livello (alto ) della tecnica si è uniformato, la povertà dell'interpretazione improvvisativa si è fatta evidente, ed anche la pura ed accattivante improvvisazione tecnica è andata a scadere in una sorta di ripetitività delle improvvisazioni che sembrerebbero andare bene su qualsiasi brano...
Creare una melodia, cercare una interpretazione improvvisativa, secondo me non è dietro l'angolo, la devi cercare dentro di te e costa anche tanto tempo e fatica ed anche impegno nella ricerca se vuoi tirare fuori di interessante o quantomeno accettabile...
Non parlo poi della "bellezza"( si fa per dire) dei nuovi brani proposti, che spesso sembrano essere lontani anni luce da certi " standard ".
Per questo avevo scritto: E' cambiato anche il modo di sentire le emozioni e tradurle in musica delle nuove generazioni ?
Come la vedete ?
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Offline iMaurizio

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #8 on: January 21, 2026, 02:26:08 AM »
Secondo me il jazz sta' pagando il prezzo della scontatezza delle improvvisazioni che sono povere nella parte interpretativa dell'improvvisazione... Agli inizi la musica si faceva eseguendo un brano, poi per evitare la ripetitività delle esecuzioni, si è passati agli arrangiamenti ed interpretazione dei brani, ma anche questo tipo di esposizione , una volta ascoltato l'arrangiamento aveva la sua ripetitività. Si è infine passati all'improvvisazione di un brano con o senza l'esposizione del tema., arricchito nel tempo da una qualità tecnica via via crescente che , in generale , ha tolto i " fari "  all'interpretazione improvvisativa. Via via che il livello della tecnica si è uniformato, la povertà dell'interpretazione improvvisativa si è fatta evidente, ed anche la pura ed accattivante improvvisazione tecnica è andata a scadere in una sorta di ripetitività delle improvvisazioni che sembrerebbero andare bene su qualsiasi brano...

Personalmente non riesco a riconoscermi in questa generalizzazione, anche perché, se pur ne muoia uno ogni due mesi, sono ancora in vita e in attività svariati esponenti che erano attivi anche negli anni d'oro del jazz

Che la musica cambi col passare del tempo è sempre stato così e vale per tutti i generi musicali;
anche se andiamo a paragonare la musica ai tempi di Luis Armstrong  a quella di Miles Davis degli anni '70
ci sono delle differenze importanti, ma oggi a nessuno verrebbe in mente di dire che la musica degli anni '70
ha ucciso quella degli anni '30.

I linguaggi semplicemente evolvono e traggono spunto dalla cultura in cui nascono e vivono,
e quindi cambia il modo di comporre, di eseguire e di improvvisare, utilizzando tutti gli elementi nuovi
che via via si rendono disponibili.

Oggi dipingere, scolpire, scrivere opere letterarie come lo si faceva 100 anni fa forse non avrebbe un gran senso,
e chi lo facesse anche molto bene non verrebbe definito un artista innovatore e al passo col proprio tempo,
ma solo un interprete di uno stile del passato.
Non è vietato per carità, e nella prassi esecutiva della musica classica per esempio è considerato normale
che un giovane pianista di talento si affermi e costruisca la sua carriera che so, con musica composta 200 anni fa.

Il jazz però, in quanto musica del '900, è sempre stato differente: è nato già mettendo in commistione elementi culturali
differenti tra loro e ha continuato a fare questo nei decenni successivi. Ogni volta che incontrava nuovi elementi li assimilava
e generava nuove varianti, e così cambiava il modo di scrivere, di arrangiare, di suonare e di improvvisare.

Ovviamente negli anni '80 (e anche dopo)  c'era chi contestava a Miles Davis il suo modo di suonare e produrre musica
di quel tempo, definendolo poco jazzistico, però ancora oggi mi chiedo quanto sia e sia stato sensato e opportuno
fare obiezioni di tipo stilistico a chi realizzato, anche mettendo da parte Kind of Blue, alcuni dei più importanti album
della storia del jazz ed esempi di evoluzione del linguaggio.

Offline dirtysound

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #9 on: January 22, 2026, 02:24:29 PM »
Fatto salvo che artisti che riescano ancora ad esprimere qualcosa in giro ce ne sono...Guardiamo il jazz ( ma non necessariamente solo il jazz).
Poniamoci delle domande con uno sguardo più ampio: Il Jazz ha stancato ? Potrebbe aver stancato perché come spesso accade, una volta che si è compreso il nuovo modo di esplorare una strada, essa rischia di essere ripetitiva ? Potrebbe, la durata della nuova strada, dipendere anche da "quanto ", uno ( o più individui ) hanno da esprimere? ( La famosa "vena") . Io credo, (anche supportato da chiacchierate fatte con autori ed anche jazzisti) che la " vena" non sia infinita...Spesso una nuova strada nasce dalla ricerca di un "proprio" stile, dalla ricerca di un proprio modo di esprimersi, che permette poi ad ognuno di esplorare il proprio intimo, il "proprio" modo, particolare, di "percepire" le emozioni e tradurle in musica..Se sento Sarah Vaughan ed Ella Fitzgerald verso la fine della loro carriera utilizzano, nella voce,  delle sfumature di suono, delle variazioni, nell'interpretazione dei brani che si sente che coinvolgono l'intimo delle cantanti, ....hanno imparato a esprimere se stesse nella  profondità  del proprio io e a tirarlo fuori e hanno imparato a valorizzarsi in un continuo nel tempo, potrei pensare anche a trombettisti, e ne potremmo scrivere a decine..Credo, però, come ho già scritto, che , purtroppo, spesso questa Vena , non sia infinita, (e adesso parlo per me) , a volte ti sembra che una volta che sei riuscito a tirare fuori quello che volevi esprimere andandolo a rovistare, rigirare, esplorare  come  più ti aggrada, nelle più piccole pieghe delle tue emozioni, poi una volta che l'hai tirato fuor,i sia finita lì...
Quanti brani potrai creare... o interpretare al meglio di te , nella tua vita ? Potranno essere ...Pochi ...Tanti...Dipende dall'individuo, dipende dalla serata. dal pubblico, dal contesto, dal tuo stato d'animo, dal periodo della tua vita...Certo che per chi deve ...viverci (...e viverci una vita.. ).... con la professione del musicista,  non è facile essere sempre introspettivi...,creativi, adattarsi a nuovi stili che potrebbero essere differenti dal tuo sentire...Poi devi pur poter vivere ed avere la necessità di portare a casa la serata, (però attenzione perché questo tipo di approccio  potrebbe portare a darsi la zappa sui piedi....) ...Io credo che il bello della musica sia nella nostra unicità e che questa vada valorizzata e coltivata nel tempo  nel miglior modo possibile ...e finché ci è possibile, provare a capire come valorizzarla ....e a non far esaurire la vena ....
 Se faremo cose "uniformi (con poco uso della propria profondità individuale ), nel modo di suonare la musica, (pur sapendo Costruire dei brani, costruire delle improvvisazioni) si rischierà  la ripetitività e la uniformità fra musicisti e di stancare gli ascoltatori..., Poi, come dici tu , rimangono anche gli interrogativi di come gli stili jazz  oggi utilizzati  possano incontrare o  meno l'evolversi dell'espressione  attuale della musica .

Ma, altri forumisti che ne pensano ? eugeniovi,  un tuo sguardo sul mondo ?
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Offline Luigi.60

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #10 on: January 23, 2026, 10:09:02 AM »
Credo che sia evidente a tutti che il jazz non abbia più la vitalità degli anni 50/60/70 , non fosse altro per la quantità di musica di alta qualità prodotta in quegli anni , ma , a mio modestissimo parere, resta l' unica musica , che , proprio per la sua capacità di assorbire e trasformare altri generi, abbia qualcosa di interessante da dire.
Se il jazz è morto, il rock è ormai mummificato da decenni e la classica ha come obiettivo il ripetersi dei suoi capolavori ( come se il jazz avesse come obiettivo SOLO  l'esecuzione dei propri capolavori tipo questo , tra l'altro bellissimo ,
https://www.youtube.com/watch?v=8bVUvXI26a8&list=RD8bVUvXI26a8&start_radio=1 )
Poi , come già detto da altri , sono ancora vivi alcuni suoi esponenti (io penso a Charles Lloyd, per esempio ) che hanno ancora da dire parecchio e ci sono personaggi  come Brad Mehldau  oppure Tigran Hamasyan , tanto per citare qualcuno , che hanno poco da invidiare agli artisti degli anni d'oro.

Offline iMaurizio

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #11 on: January 24, 2026, 03:03:32 PM »
Nel dibattito e riflessione che stiamo facendo qui credo che vada chiamato in causa un importante protagonista: il pubblico.

Attraverso le proprie scelte, il pubblico contribuisce a sostenere un progetto artistico, una corrente musicale, un etichetta,
ma indirettamente può contribuire anche al tramonto o mancato successo di un certo tipo di espressione artistica.

Io cerco da diverso tempo di osservare il pubblico dei concerti, chiedo ad addetti ai lavori di ogni tipo
come vedono la situazione in Italia, osservo le programmazioni delle rassegne e dei festival, senza avere una raccolta dati precisa è difficile trarre delle conclusioni, però la mia impressione è che nei grandi numeri il pubblico preferisca ascoltare ciò che conosce già.

Per conoscere già non intendo per forza gli stessi artisti, ma un certo mainstream che più o meno si esprime con stilemi che conosciamo.
In parte sarà una questione di gusti, ma penso ci sia anche una sorta di pigrizia intellettuale che ci frena dall'andare ad ascoltare cose che non conosciamo, più sperimentali o semplicemente attuali però col rischio di trovare qualcosa che non ci piace.

Penso che questo discorso per altro non valga solo per il jazz, e nemmeno solo per la musica.

Voi come la vedete ?

Offline Zosimo

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #12 on: January 26, 2026, 09:44:53 AM »
Tromba Bb:  Holton Revelation ('23)  Cinesina, Carol Brass 5000, Martin Committee ('48)
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Offline Luigi.60

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #13 on: January 26, 2026, 12:53:52 PM »
Condivido sulla pigrizia e sul fatto che sia una questione che è generalizzata. I film e le serie tv sono piene di prequel , sequel, reboot . Io sono un buon lettore di libri di fantascienza : l'impegno più grosso è trovare un romanzo fine a se stesso, che non faccia parte di un ciclo.

Offline eugeniovi

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Re: Il Jazz è morto?
« Reply #14 on: Today at 04:33:16 PM »
Mi scuso per il tempo trascorso senza intervenire ma non sempre si è padroni del proprio tempo. Veramente interventi che a definire interessanti sarebbe dir poco. Ho letto con molto interesse ma mi riprometto di farlo in modo piu' 'analitico' perchè ripeto sono interventi che meritano riflessione. Un saluto a tutti