Author Topic: Intervista a Tiziano Ruggeri  (Read 4166 times)

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Offline Zosimo

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Intervista a Tiziano Ruggeri
« on: February 10, 2013, 08:47:25 PM »
Mese d'interviste, per il bene del forum e del jazz. E' la volta del bravissimo e poco conosciuto Tiziano Ruggeri.



1.   Ciao Tiziano, è un piacere poterti ospitare sulle pagine del nostro forum. Iniziamo subito con la classica domanda di rito: Quando hai iniziato a suonare e perché hai scelto la tromba?

-   Ho iniziato a dieci anni, anche se prima dei 15 non penso di aver mai studiato seriamente.
La scelta dello strumento è avvenuta alla SPMT ( scuola popolare di musica di testaccio a Roma ) dove dopo aver ascoltato un campionario di “fiati”, perché di sicuro avrei scelto uno strumento a fiato, ho optato per il suono della tromba.

2.    Ormai viviamo nell’era di fb e dell’assenza di privacy, ma come mai un musicista    quotato come te, non si fa molta pubblicità sul web? Ho visto il tuo my space, ma non il tuo sito e soprattutto è difficile reperire informazioni sulla tua carriera, ce la vuoi nel limite del possibile riassumere brevemente?


-   Tramite il web è ancora un po’ difficile per me essere un buon promoter di me stesso, lo sforzo che ho saputo fare è creare uno spazio su “myspace” e uno su “facebook” ( dove tra l’altro potete leggere una breve biografia ) che mi permettessero perlomeno di comunicare alle persone interessate eventuali appuntamenti; per i lavori  più complicati bisogna avere del tempo che preferisco investire nel mio campo.



3.Come mai hai inciso poco o nulla a tuo nome?

-   Dipende cosa si intende per “a mio nome”. E’ vero che nessun CD porta stampato direttamente il mio nome  in copertina ma progetti come I Conti Ruggeri quintet  “Cabosong”   
-   ( http://www.cdbaby.com/cd/icontiruggeriquintet   ) e ACUD quartet  “Acud 
-   ( http://www.cdbaby.com/cd/acudquartet  ) penso di poterli assolutamente ascrivere a questa categoria. In questo mercato a dir poco selvaggio in cui non esistono molti produttori veri e in cui ci si autofinanzia praticamente tutto, due dischi posso ritenerli un’ ottima conquista, senza contare altre incisioni alle quali ho avuto la fortuna di partecipare.

4.Nonostante tu sia bravissimo non hai un’esposizione mediatica alla Fabrizio Bosso. Come mai? C’è un filone in Italia di trombettisti eccezionali(Amato, Bassi, Rubino), ma sembra che la critica li snobbi a favore dei ‘’soliti noti’’ (Bosso, Fresu, Rava) come mai secondo te.

-   Penso sia fisiologico che non tutti i musicisti siano conosciuti dalla grande massa, in ogni caso tutti quelli da te citati sono più che noti a chi vive realmente nell’ambiente musicale. La categoria dei critici poi a mio avviso è troppo inquinata  per poterne esprimere un parere.


5. Visto che siamo un forum di trombettisti e ce la ‘’meniamo’’ troppo forse con il tipo di strumento, imboccatura e altri aggeggi, cosa ne pensi della filosofia delle trombe Monette e cosa ti ha portato a scegliere la tua strumentazione. Se non erro suoni una martin committee degli anni d’oro del jazz.

-   In realtà non ho mai avuto la fortuna di provare una Monette ma posso immaginare, avendone provate delle altre sempre fatte a mano, che siano degli ottimi strumenti, l’unica cosa è che trovo che standardizzino un po’ troppo il timbro dei vari musicisti ed è per questo che uso uno strumento del ’48,come dicevi tu una Martin Committee, che secondo me lascia più spazio alla peculiarità timbrica unica dell’esecutore.

6. Ritieni essenziale conoscere la fisica dello strumento o sei del pensiero che per guidare una macchina è sufficiente usare volante, freno e frizione senza conoscere  necessariamente  ogni singolo bullone del motore?


-   La tromba è uno strumento che sicuramente più lo si conosce meglio è, questo non c’è dubbio. Anche perché è uno strumento molto fisico e conoscerne le dinamiche aiuta a non affaticarsi troppo. Allo stesso tempo rimane uno strumento dal punto di vista meccanico “semplice” per cui forse certe volte si abusa di parole e non di esercizio.

7. Quante ore ti eserciti al giorno e che esercizi fai per tenerti in forma?


-   Di norma un paio di ore al giorno, di solito faccio un po’ di esercizi vari tratti da vari libri ( Collins,Arban,Louis Maggio….) intervallati ovviamente da numerose e brevi pause e poi mi dedico più specificatamente allo studio di brani o giri armonici.

8. Cosa ne pensi della situazione jazzistica in Italia? Viene ancora visto come una musica per ‘’esperti’’ ?

-   No, secondo me non viene vista come musica per esperti. Sono convinto che molti amanti di musica non sappiano precisamente cosa sia il jazz, in molti casi viene chiamata così anche molta musica che magari ha delle contaminazioni provenienti dal mondo del jazz ma in realtà jazz non è.


9. Come nasce un tuo solo e quali sono i jazzisti a cui ti ispiri?


-   È impossibile dare una definizione di come nasce un solo secondo me visto che è un processo molto spontaneo e imprevedibile, di sicuro aver trascritto molti soli di trombettisti storici è un buon punto di partenza dal quale poi sviluppare la propria individualità.
Inoltre saper suonare un po’ il pianoforte  aiuta molto ad avere una idea più profonda di quello che si sta suonando.


10. Quali sono attualmente i cd che hai nell’ipod?

Ne ho molti e li cambio spesso per sentirne il più possibile, la maggior parte comunque sono sempre trombettisti, tenoristi o pianisti.


11. A quali progetti stai lavorando ultimamente?

L’ultimo progetto a cui sto lavorando è un ottetto composto da alcuni dei migliori musicisti in circolazione per il quale ho riarrangiato alcuni brani orchestrali che mi piacevano e per il quale ho scritto varie composizioni originali.

12. Se potessi tornare indietro con chi vorresti suonare su un palco( non devono essere per forza trombettisti)

Già il fatto di tornare indietro significherebbe avere la fortuna di poter vivere un periodo magico, basti pensare  a New York negli anni d’oro. Mi viene in mente per esempio Charlie Parker, immaginate una serata in quintetto con lui.

13. Nella tua lunga carriera avrai sicuramente conosciuto tantissimi musicisti, ti va di raccontarci qualche aneddoto divertente e magari il musicista che ti ha lasciato qualcosa in più degli altri sia in senso musicale che umano.

Sicuramente l’aver suonato con grandi personaggi come Martial Solal, Bob Brookmeyer o Eddie Henderson, è stato bellissimo e non lo scorderò mai. Tuttavia penso che quello che mantiene viva la passione quotidianamente è la fortuna di poter collaborare regolarmente con tutti gli ottimi musicisti che circolano nel panorama romano. Importantissimo è stato per me conoscere e avere la fortuna di suonare in orchestra sin da molto giovane con Claudio e Mario Corvini .La loro professionalità e bravura è stata un modello importante da seguire, senza poi parlare del bagaglio umano.

14. Un’altra domanda, da trombettista. Come sai la maggior parte di noi sono ‘’ossessionati’’ dagli acuti. Qual è la tua estensione e soprattutto quanta importanza gli dai?

Per fortuna è qualcosa che non mi ha mai ossessionato, anche nel sentire gli acutisti ho cercato sempre  di coglierne l’aspetto musicale e non prettamente quello tecnico.
Per quanto riguarda la mia estensione, essa  dipende anche un po’ dalle giornate; non tanto per l’ampiezza del range, che rimane praticamente quello o se cambia diminuisce di poco, ma per la fatica che si compie nell’esecuzione. In ogni caso è di circa 3 ottave.

15. Ci sono giovani promettenti in Italia, di cui sentiremo parlare prossimamente?

Se parliamo di trombettisti mi viene subito in mente Francesco Lento, anche lui membro dell’ottetto di cui ti parlavo prima. Un bravissimo ragazzo e secondo me un musicista già straordinario. In ogni caso a Roma si esibiscono molti musicisti per i quali la sera vale la pena di uscire.

16 Che consiglio daresti ai giovani, che vogliono intraprendere la carriera di musicista professionista, soprattutto nel mondo del jazz?

-16-   
Quando si inizia un percorso così faticoso, secondo me l’importante è proiettarsi completamente nella musica e cercare di pensare il meno possibile ad eventuali riconoscimenti. La musica saprà in ogni caso ricambiare gli sforzi.


17. Come si svolge mediamente la giornata di un jazzista. Soprattutto è difficile coniugare impegni famigliari e altro, con questo tipo di vita?

Visto che la maggior parte delle sere si va a dormire tardi, la mattina non è di certo il nostro momento forte. Per quanto riguarda il resto, come in tante cose, con il tempo, si finisce per trovare un equilibrio.


18. Ti è mai capitato una serata piena di stecche nella quale hai pensato di appendere la tromba al chiodo?

No, non mi è mai capitata. E’ capitato di suonare più o meno bene ma penso che anche se dovesse succedere non arriverei mai ad una decisione così radicale.
In ogni caso se si pensa più alla musica che all’esecuzione, al di là di quanto sia inficiato in quel momento il proprio grado tecnico, si riesce sempre a dire qualcosa.


19. Oltre a suonare, componi anche?

Sì. In questo momento sto scrivendo per ottetto. Anche nei dischi prima citati in quartetto e quintetto ci sono delle mie composizioni.
Mi piace molto anche riarrangiare altri brani di stampo non jazzistico.
Per esempio nel mio ultimo disco in quartetto con ACUD, ho riarrangiato “Manic Depression”
di Jimi Hendrix e tre brani di Syd Barrett.

20. Ultima domanda da trombettisti. Cosa ne pensi di tutta quella ‘’filosofia’’ che c’è dietro l’imboccatura? Hai lottato anche tu per trovare quella giusta cambiando bocchini ed altro o sei stato fortunato e l’hai trovata subito.

In tutta la mia vita avrò provato solo tre o quattro bocchini, e ho praticamente sempre suonato con quello con il quale avevo iniziato, ovvero un 3C della Bach.
Ritengo di essere stato fortunato quindi ad aver trovato praticamente subito un suono a me congeniale, perché è questo secondo me che conta. Pensare prima al suono e poi lavorare per migliorare la tecnica. 


21 Se potessi cambiare strumento, quale sceglieresti?

Per quanto riguarda lo strumento lo cambierei solo in caso in cui si dovesse rompere e cercherei di trovare uno strumento il più simile possibile, molto difficile ormai visto che si parla di strumenti di sessanta anni fa.

22. Che consiglio daresti agli amici del forum?

Cercate di pensare sempre a divertirvi e al suono, il resto verrà da sé.

GRAZIE per la disponibilità e un bocca a lupo per tutto.

Grazie a te e un saluto a tutto il forum

Se non sai cos'è, allora stai slottando, amico mio.
Su questo forum, gli armonici sono talmente vicini  che tra un po' trombano.
L'anima del cambiar tromba ogni 2 giorni è sempre stato il desiderio e non il bisogno.  Bocchini per le note acute in realtà esistono, ma funzionano solo con gli acutisti

Offline fabiodb

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #1 on: February 10, 2013, 08:56:25 PM »
grazie!!! punticino!

Offline Enzo Antonio D Avanzo

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #2 on: February 10, 2013, 09:23:47 PM »
Dall'intervista è venuta fuori una persona con i piedi per terra, grazie a Zosimo per avercela passata, meriti un punto per il tuo lavoro. pollices
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Offline anrapa

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Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #3 on: February 10, 2013, 09:26:36 PM »
Sei sempre più il mio idolo!
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Offline toro

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #4 on: February 10, 2013, 10:55:56 PM »
E bravo Zo',punticino per te!! pollices
Se mantengo il mio buon carattere, sarò ricco abbastanza.....

Offline pino.trpt

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #5 on: February 11, 2013, 10:01:58 AM »
Bravo e grazie.
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Offline CONFUSION51

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Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #6 on: February 11, 2013, 10:31:00 AM »
Grazie!


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e quindi? La verità stà da un'altra parte!

Offline nicola m

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #7 on: February 15, 2013, 08:46:23 AM »
GRAZIE!
sicuramente una bella recensione "che controbilancia secchi di imboccature e armadi di trombe".
Bravo Zosimo!
beccati 'sto punto! ^-^
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                      Bach 3C (Cornet)
CC Tuba B&S 3098 e prossime evoluzioni...

Offline Norman

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #8 on: June 05, 2013, 10:51:06 PM »
Una domanda: come si fa a mettere un cd nell'ipod?  sbellicars
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Offline musicmanx

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #9 on: June 06, 2013, 12:00:58 AM »
Una domanda: come si fa a mettere un cd nell'ipod?  sbellicars

purtroppo devi passare per  l odiosissimo i tunes
Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?  Miles Davis

Offline Norman

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Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #10 on: June 06, 2013, 01:12:46 PM »
Era una battuta... ;-)
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Offline musicmanx

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #11 on: June 06, 2013, 02:03:04 PM »
Era una battuta... ;-)

non avevo colto l'insostenibile leggerezza dell essere  felicissim felicissim
Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?  Miles Davis

Offline Alicchio

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Re:Intervista a Tiziano Ruggeri
« Reply #12 on: July 27, 2014, 07:44:20 AM »
Bella intervista!
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