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Lingua.....e Monette

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Gio77:
Ciao,
è da circa 2 mesi che sto suonando con un Monette b4, è il mio primo Monette e posso dire che sono positivamente soddisfatto, per molti motivi che non sto qui ad elencare perchè non è quello che vorrei chiedervi e condividere.
Il punto è che avendo delle caratteristiche diverse questo bocchino, rispetto a quello di prima (Schilke 14) ho dovuto adattarmi e capire l'equilibrio giusto tra quantità e velocità d'aria (maggiore) e relativa risonanza della mia tromba in base all'aria (cosa che non ho ancora focalizzato a pieno come vorrei), ma studiandoci su, ho notato che ricercando questo equilibrio, mi viene naturalmente di tenere sempre la lingua verso il basso anche su acuti e il risultato è un suono molto più grosso e molta più proiezione. Detto questo, un pò di tempo fa avevo letto qualcosa di un grande acutista/trombettista che ben conoscete, il quale diceva/riportava la teoria "lingua sempre in giù anche in alto" e mi aveva incuriosito, perchè mi son  sempre sentito dire da altri bravi colleghi: "in basso abbassa la lingua e in alto alzala/inarcala  un pò" , ho sempre notato che questa ultima teoria funzionava per il raggiungimento più agevole di note fuori dal mio spettro, ma a discapito della qualità del suono, il quale mi sembrava un pò chiuso e non libero di proiettarsi.
Magari sapreste illuminarmi, e inoltre aggiungo che starò anche facendo fatica ad assettarmi al mio nuovo Monette B4 ma non tornerei mai indietro.. :)
Che mi dite?
Grazie.

Norman:
Non penso che il tipo e la misura del tongue arch di per sé influenzino l'uso di un bocchino Monette. La cosa importante è che si suoni rilassati, facendo un buon uso dell'aria, facendo affidamento su questo e non sul lavoro "muscolare", evitando l'overblowing e suonando molto rilassati con la parte di labbra che sta nel bocchino. Molto importante anche la postura. Intonare le note, per quanto possibile, usando le pompe più che le correzioni di labbro. Suonare il più possibile in leggerezza e senza cercare più di tanto l'appoggio sulla resistenza dello strumento (anche perché con i fori larghi questo ti fa fare fatica inutile). Il resto dipende da te e dall'approccio che ti viene più congeniale. Quello che è senz'altro incompatibile con l'uso di un bocchino Monette (o meglio, più che incompatibile è controproducente) è un approccio molto muscolare e di forza. Per quel genere di stile meglio affidarsi a bocchini più tradizionali.

In ogni caso la regola è "whatever works", se il risultato è buono, vai avanti così.

anrapa:
Lingua ad altezza variabile (una "forma e altezza" della lingua per ogni semitono):

https://www.youtube.com/watch?v=jEwK_QCj5yA
https://www.youtube.com/watch?v=18hYzMWKOuw

Stesso vale per Rashawn Ross:
https://www.youtube.com/watch?v=yjDz2SvBfZo

Il suono c'è, l'intonazione pure, la tecnica anche, resistenza non ne parliamo, l'estensione mi sembra non manchi (!!!), non sento suoni schiacciati o difetti evidenti.

Quelli che hanno problemi di suono, sulle note alte o basse che siano, ce l'hanno per altri motivi (magari perché suonano un tono sopra il punto di risonanza ideale? Azzardo un'ipotesi), non certo per dove si trova la lingua.

Secondo me sono chiacchiere, da quando suono come mi dice Adam il suono è migliorato esageratamente, ho guadagnato estensione, qualità e intonazione.

Gio77:
Prima cosa grazie per le risposte, e a Norman che mi ha consigliato un Monette :) e inoltre mi sa che hai beccato un pò il punto, mi sa che sono un pò in Overblowing ultimamente e devo approcciarmi (come dici tu) meno muscolarmente, ma quando sei disorientato e i tuoi riferimenti vacillano, cerchi di compensare, molto spesso sbagliando, come nel mio caso.
Poi credo di aver capito che per Rapa e molti altri la posizione della lingua sia molto importante.
Ho inteso male?

anrapa:
E' semplicemente il fondamento della sua/loro tecnica: la forma della lingua può definire sia la velocità di uscita dell'aria che il tipo di risonanza/suono della nota, oltre che il volume. Diciamo che si può dividere la lingua in tre parti (almeno), quella più vicina alle labbra decide la frequenza della nota, quella intermedia il "colore", quella più arretrata il volume.

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