Author Topic: capire,mantenere i progressi fatti  (Read 2256 times)

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capire,mantenere i progressi fatti
« on: January 14, 2015, 09:33:19 PM »
ciao ragazzi,come tanti di noi che hanno intrapreso lo studio in eta matura dopo anni di suonate tanto per divertirsi  spesso mi trovo ad un problema...come riuscire a  capire e mantenere un traguardo tecnico.ad esempio ,studio il colin con il mio insegnante , con i suoi consigli e imitandolo sembra tutto andare bene,belle note fluide senza gradini...poi torno a casa e tutto cambia... a giorni sembro ritrovare il giusto sistema ma nn riesco a riproporlo ogni volta.questo anche su altri aspetti tecnici.capisco che la perfezione necessita di un lungo lavoro ma almeno mantenere i piccoli passi  che a fatica ottengo...so che e tutta una questione mentale...capita solo a me?consigli?

Offline Enzo Antonio D Avanzo

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #1 on: January 14, 2015, 09:56:33 PM »
ciao ragazzi,come tanti di noi che hanno intrapreso lo studio in eta matura dopo anni di suonate tanto per divertirsi  spesso mi trovo ad un problema...come riuscire a  capire e mantenere un traguardo tecnico.ad esempio ,studio il colin con il mio insegnante , con i suoi consigli e imitandolo sembra tutto andare bene,belle note fluide senza gradini...poi torno a casa e tutto cambia... a giorni sembro ritrovare il giusto sistema ma nn riesco a riproporlo ogni volta.questo anche su altri aspetti tecnici.capisco che la perfezione necessita di un lungo lavoro ma almeno mantenere i piccoli passi  che a fatica ottengo...so che e tutta una questione mentale...capita solo a me?consigli?
Non ti scoraggiare, i miglioramenti si vedono lentamente, quando suoni con il maestro al fianco è diverso per tutti, devi solo mettere a frutto una picola parte di quello che ti passa ogni volta e vedrai che farai i miglioramenti ed alla fine anche tu sarai sorpreso del punto in cui sei arrivato.
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Offline DENNY96RX

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capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #2 on: January 15, 2015, 09:36:26 AM »
Concordo con Enzo.. e se posso aggiungo queste due righe ...  dobbiamo (noi alunni) cercare la perfezione sentendo il nostro proff e i grandi trombettisti (ad esempio mi viene in mente Giuffredi che per me indica la perfezione) certo non saremo perfetti ma ci avvicineremo piano piano ... mi viene in mente questo esempio ... il primo do acuto (C5) che ho preso non é sicuramente come quello che faccio adesso perché ora sono più intonato e ho un suono più corposo ... nella nostra estensione le prime note che prendiamo nel registro acuto non sono le stesse che prenderemo dopo  molto tempo che ci esercitiamo... non sono un esperto... da poco ho iniziato a studiare il registro acuto e ieri ho preso un sol acuto (G5) sono sicuro che é stato un caso ma al inizio era lo stesso anche per il do (C5) lo prendevo ma non era "fisso" ovvero poteva capitare che ora lo prendevo e  dopo 5 minuti no , dobbiamo consolidare i nostri traguardi con la costanza ... se ho scritto qualche cretinata riprendetemi

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Offline Norman

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #3 on: January 15, 2015, 10:29:45 AM »
Secondo me la cosa più importante che si deve imparare, e non è per niente scontato come sembra, è ad ascoltare, sia l'insegnante (o qualunque sia il modello di riferimento), sia sé stessi. Imparare ad ascoltare significa imparare a cogliere tutte le sfumature di quello che si suona, ma soprattutto assimilare quella famosa "idea di suono" di cui si parla spesso, che deve essere il faro che ci dà la direzione nello studio. E' assolutamente normale che all'inizio si faccia fatica, che a lezione tutto vada bene, perché c'è il riferimento costante ed immediato dell'insegnante, mentre a casa si faccia più fatica, il motivo è proprio questo, che in testa l'idea di suono non è ancora consolidata. Non è per niente scontato che abbiamo innata la capacità di essere sufficientemente concentrati sull'ascolto. E' uno dei tanti motivi per cui è importantissimo avere un insegnante, che possa periodicamente "rinfrescare" e rinforzare questo embrione di idea di suono. Più questa idea si rafforza, più diventa facile mantenere la rotta nello studio ed anche rendersi conto dei propri miglioramenti, così come osservando un faro ci si rende conto della distanza dalla meta e se la rotta è giusta.
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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #4 on: January 15, 2015, 07:05:12 PM »
innanzitutto grazie per il vostri interventi... l  idea  di suono,imitare i nostri miti,sentire quello che si fa,percepisco queste cose come la base di un buon  metodo di studio,pero creare a comando quella condizione mentale che mi fa focalizzare su quello che è coretto e non su" suono che va apposto da se",non è una cosa semplice.

Offline Norman

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #5 on: January 15, 2015, 07:09:18 PM »
Assolutamente no, non è semplice, perché non siamo abituati a concentrarci a sufficienza. Anche queste sono cose che si allenano.
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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #6 on: January 15, 2015, 07:26:25 PM »
ma in quei giorni...quando sembra tutto sballato come affrontate lo studio?tipo,se sto studiando col cicowitz e sento che salendo arrivo al fa con un suono decente e oltre perdo colore suonoe  intonazione,cosa fareste?cerco di mettere a posto il fa e poi studio altre tecniche o mi soffermo per tutto il tempo  a disposizione fino a che non sistemo il problema?

Offline fabiodb

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #7 on: January 15, 2015, 08:12:44 PM »
studia e non perdonarti niente, se sbagli non fare finta di niente, se non riesci anche riprovando, riprova il giorno dopo, ma evita come la peste la frase "suona che prima o poi si aggiusta tutto"....è quello che penso.....ma non sono di certo un insegnante  smil

Offline Norman

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #8 on: January 16, 2015, 11:41:13 AM »
ma in quei giorni...quando sembra tutto sballato come affrontate lo studio?tipo,se sto studiando col cicowitz e sento che salendo arrivo al fa con un suono decente e oltre perdo colore suonoe  intonazione,cosa fareste?cerco di mettere a posto il fa e poi studio altre tecniche o mi soffermo per tutto il tempo  a disposizione fino a che non sistemo il problema?

Secondo me quando si incontra un limite nell'estensione è inutile accanirsi sul limite, invece è molto più proficuo lavorare prima di questo limite, perché se hai dei problemi oltre il Fa è molto probabile che ci sia del margine su cui lavorare prima. Io vedo che più lavoro su quello che mi viene bene, più il limite si alza.
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Offline benge 59

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #9 on: January 16, 2015, 02:56:48 PM »
Secondo me quando si incontra un limite nell'estensione è inutile accanirsi sul limite, invece è molto più proficuo lavorare prima di questo limite, perché se hai dei problemi oltre il Fa è molto probabile che ci sia del margine su cui lavorare prima. Io vedo che più lavoro su quello che mi viene bene, più il limite si alza.
Concordo con Norman,anche io che x motivi xy ho lasciato lo strumento x circa 2 anni stò riprendendo il mio cammino,certo non è facile però ho imparato che:
quando non è giornata ripongo tutto tanto mi stancherei inutilmente
quando ,come oggi,ho del tempo libero dal lavoro,mi metto a studiare  senza pensare che per forza devo prendere quella data nota,studio molto rilassato e
accresco le cose piano piano,vedo che ho ripreso tanto e x adesso va bene cosi,ma importante  è avere la mente libera,studiare pensando a quello che stai facendo con la mente e l orecchio,ed è difficile piu di quanto si creda.....diversificare le cose che si suona ...
ciaooooo
....per fare certe cose........ci vuole orecchio(Enzo Jannacci)
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Offline Luca Calabrese

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #10 on: January 29, 2015, 04:23:39 PM »
Dizzy Gillespie, che di certo non è l'ultimo dei trombettisti, diceva che:


Un giorno prendi la tromba e tutto funziona a meraviglia, esce tutto con estrema facilità. Quel giorno hai vinto tu!
Un altro giorno prendi la tromba e non esce niente, tutto è difficile. Quel giorno ha vinto Lei!
Poi un giorno morirai... e lei avrà vinto definitivamente!




Offline roccelllans

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #11 on: February 05, 2015, 09:45:35 PM »
i so decorde!!!

 :)
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Martin Handcraft Committee #2 1939, Martin Committee #3 1946
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Flicorno: Van Laar Oiram Fresu, Kanstul 1526
Cornette: Conn 28A, 38A, 80A, Courtois Chambord 106,
Martin Committee 1949

Offline Dantes

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Re:capire,mantenere i progressi fatti
« Reply #12 on: February 06, 2015, 09:58:51 AM »
Concordo con Norman circa la questione dell'estensione.
Circa le "giornate no", in quelle circostanze io faccio un passo indietro e torno ai fondamenti.
Prendo una nota centrale, molto comoda e mi metto a studiare emissione e vibrazione: la suono mp lunga fino all'esaurimento dell'emissione (metronomo a 50, devo arrivare almeno a 16 beat), per curare la libertà e continuità della vibrazione; poi la suono della stessa lunghezza, ma articolata (quattro quarti, poi due quarti, poi un quarto, ecc.), per pulire progressivamente lo staccato.
Insomma, levigo quella nota finché non è come la voglio sentire e senza fatica, anche a costo di fare solo quello in tutta la giornata.
Da qualche parte leggevo che questo è quel che fa Hakan Hardenberger.
Di solito, con questa attitidine, la giornata mi si raddrizza.
E è lì in agguato la tentazione di "sbragare".
Allora continuo con il solo Cichowicz (senza andare sopra il rigo) e poi qualche cantabile, rinviando all'indomani le cose più complicate.
Io faccio così.