Author Topic: Memorizzazione Scale  (Read 8652 times)

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Offline xadhoom

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Re:Memorizzazione Scale
« Reply #60 on: March 04, 2013, 12:22:29 PM »
Vabbé, ma questo è ovvio, prima di mettersi a fare esercizi per l'improvvisazione bisogna conoscere almeno le scale maggiori in tutte le tonalità, dopodiché puoi cominciare a "giocarci" come vuoi, partire da note diverse, fare salti, arpeggiare e così via. Ma la base è conoscere a memoria le diteggiature di tutte le tonalità, almeno maggiori.

appunto esattamente quello che intendevo.
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Offline musicmanx

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Re:Memorizzazione Scale
« Reply #61 on: March 04, 2013, 04:41:01 PM »
io sinceramente parlavo nello specifico caso dell aebersold ( sicuramente il metodo jazz piu usato al mondo ).
e' un metodo in pratica per tutti gli strumenti , ma le prime scale che fa fare sono appunto la G- dorica ( ovviamente per tutti gli strumenti Bb ) . a questo punto allora come dice norman conviene partire dal sol basso e fare uno ottava e mezza o addirittura 2.
poi non si parla solo solo di scala ma di esercizi vari sulle scale , terze quinte , scale sugli accordi di settima etc etc.

Norman c'ha sempre ragione  felicissim felicissim felicissim
Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?  Miles Davis

Offline eugeniovi

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Re:Memorizzazione Scale
« Reply #62 on: March 04, 2013, 05:12:59 PM »
io sinceramente parlavo nello specifico caso dell aebersold ( sicuramente il metodo jazz piu usato al mondo ).........



Nella sua dispensa Tamburini suggerisce di fare esercizi sulle scale partendo dalla nota più bassa dello strumento, arrivare alla nona, scendere , risalire ancora alla nona dalla quale siamo ripartiti e così via sino a completare due ottave.  In questo modo fai pratica per tutta l'estensione dello strumento e cosa da curare è la pronuncia legando e facendo sentire l'attacco in levare. Poi passi ad armonizzare la scala per terze con lo stesso sistema ma tutto accuratamente a memoria sforzandoti di collegare note e suoni nella tua testa. Vi assicuro che le prime volte dopo due scale sudavo....adesso dopo tre  smil . Adam però ha suggerito di non partire così basso ma da una nota più centrale per poi ridiscendere e risalire  a piacimento . Ciao a tutti

[/quote]


Offline xadhoom

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Re:Memorizzazione Scale
« Reply #63 on: March 04, 2013, 05:23:18 PM »
io sinceramente parlavo nello specifico caso dell aebersold ( sicuramente il metodo jazz piu usato al mondo ).
e' un metodo in pratica per tutti gli strumenti , ma le prime scale che fa fare sono appunto la G- dorica ( ovviamente per tutti gli strumenti Bb ) . a questo punto allora come dice norman conviene partire dal sol basso e fare uno ottava e mezza o addirittura 2.
poi non si parla solo solo di scala ma di esercizi vari sulle scale , terze quinte , scale sugli accordi di settima etc etc.

Norman c'ha sempre ragione  felicissim felicissim felicissim

vero Norman è sempre saggio... infatti io preferisco saper a menadito la maggiore, poi abbasso la 3 e la 7 e ottengo la dorica... senza imparare la dorica ahahaha oppure abbasso solo la 7 e ottengo la maggiore settima, anche lei molto usata.... miii che casino :D :D :D
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Offline vespabbestia

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Re:Memorizzazione Scale
« Reply #64 on: March 09, 2013, 07:28:55 PM »
a me non apre i pdf da dropbox...

mi autocito... a voi li apre i files di dropbox?  grazi
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Offline musicmanx

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Re:Memorizzazione Scale
« Reply #65 on: March 09, 2013, 08:31:27 PM »
evidentemente sono stati tolti   doh doh
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Offline Enzo Antonio D Avanzo

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Offline fcoltrane

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Re: Memorizzazione Scale
« Reply #67 on: April 12, 2021, 01:21:01 PM »
stavo per aprire un nuovo argomento su triadi e quadriadi e studio delle scale e ho trovato che già ne avevate parlato anche affrontando alcuni spunti problematici.
Sono daccordo con quello che diceva Eugeniovi (la fonte è Tamburini) e posso dire che questo aspetto di studiare partendo dal basso con gli arpeggi di nona ha due benefici immediati ,
il primo è quello di abituarsi a costruire frasi senza essere relegati ad un settore dello strumento (in questo sax e tromba sono molto simili perchè le estremità sono spesso un problema)
ed il secondo aspetto è la creazione di lenne melodiche che abbiamo sentito più e più volte.

Sono d'accordo pure con Tony che specificava l'esigenza di non partire solo dalla tonica per i motivi che spiega ( tra  l'altro anche recentemente ho ascoltato grandi jazzisti consigliare esattamente la stessa cosa ed è utile per poi improvvisare).
Utilissimo anche il metodo di Stefano  Massari di studiare per terze per quarte ecc..
ed io aggiungo con prevalenza delle terza perché è su quell'intervallo  che si formano gli accordi che ci interessa conoscere per primi.
a questo proposito ho notato che anche i musicisti  ed insegnanti classici operano in questa maniera.
ed è questo il primo passo per studiare la quadriade sulla scala o le estensioni ulteriori.......

non entro nel merito del discorso che faceva Norman e Musicmanx anche perché la mia idea  è che su questo argomento non ci sia una risposta univoca.
(è utile chiamare per nome ogni nota per apprendere più velocemente poi il modo di improvvisare?) .
Conosco musicisti che improvvisano bene e non hanno idea di cosa suonano ed altri che sono in grado invece di spiegarti tutto e di replicare all'istante una singola frase.
Magari apro un altro argomento per raccontare la mia esperienza (se non lo ho già fatto ;D)...

desideravo invece farvi ascoltare un bravissimo  musicista (poco conosciuto ) Tony Lakatos e come riesca a studiare le scale ed in particolare gli accordi sino alla nona  (la prima estensione utile) ascoltate da 1 01 22
https://www.youtube.com/watch?v=KJoQE9fvZ4Q


Offline Norman

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Re: Memorizzazione Scale
« Reply #68 on: April 12, 2021, 09:14:02 PM »
Solo una precisazione: non ne facevo tanto una questione di conoscere i nomi delle note, ma di saper suonare le scale in tutte le tonalità sullo strumento senza doverci pensare. Anzi, per me il vero passaggio si fa quando cominci a pensare in termini di suoni e non di nomi. Poi è chiaro che, per me, sapere dare un senso teorico a quello che fai è importante (quando hai delle difficoltà o banalmente quando devi comunicare con l’insegnante o altri musicisti), ma è quando cominci a suonare pensando musica che secondo me cominci a divertirti sul serio.
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Offline Zosimo

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Re: Memorizzazione Scale
« Reply #69 on: April 12, 2021, 09:33:23 PM »
Bravo Norman hai detto una cosa
Giusta...ogni tanto. ;D
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Se non sai cos'è, allora stai slottando, amico mio.
Su questo forum, gli armonici sono talmente vicini  che tra un po' trombano.
L'anima del cambiar tromba ogni 2 giorni è sempre stato il desiderio e non il bisogno.  Bocchini per le note acute in realtà esistono, ma funzionano solo con gli acutisti

Offline fcoltrane

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Re: Memorizzazione Scale
« Reply #70 on: April 12, 2021, 10:26:08 PM »
Norman io la penso come te quando riesci a ragione con i suoni e hai i suoni che desideri sotto le dita sei un vero improvvisatore.
C'è un aneddoto su Lovano che durante una cena con una forchetta improvvisava studiando e mimando sulla forchetta le varie posizioni.
A quel livello sono certo che ragionano per suoni e linee melodiche.
(ma tecnicamente hanno un rapporto con scale accordi e sostituzione inarrivabile......)
più che altro ne facevo un discorso di apprendimento delle basi .
la mia esperienza è che per anni ho studiato con il sax le scale gli accordi quadriadi triadi ecc.. , ma soprattutto il primo periodo (che è stato molto lungo) più che altro studiavo un po ad orecchio un po mi facevo guidare dalle dita (in entrambi i casi era uno studio meccanico).
se invece oltre a studiare le scale si  comincia da subito a studiare delle semplici regole (non solo la posizione ma anche il rapporto con la tonica ) poi quando si desidera improvvisare si ha materiale per farlo con facilità.
se invece procedi come ho fatto io ti puoi impantanare e poi devi fare doppio lavoro.

ti faccio un esempio concreto trovi in un solo o in un tema una nota la bemolle  e sopra una sigla  Sib 7.
se correttamente la consideri una settima dell'accordo la percepirai con una tensione tipica se sbagli e la consideri la sesta bemolle prenderai fischi per fiaschi e la definirai una tensione di accordo alterato.
immaginati poi quando devi suonarla quella tensione o un altra.
Un po di tempo fa  ho partecipato ad un seminario che era fequentato da musicisti ancje molto in gamba ma talmente abituati a suonare con le frasi tipiche del jazz tradizionale che si sono trovati in forte difficoltà quando è stato chiesto loro di fare delle frasi senza tensioni su un semplice II V I .
 :D :D :D